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Dall’Argentina a Cuba, dalla Spagna al M5S: “In Bolivia è golpe contro Morales”

I paesi del Sudamerica, la Spagna e, in Italia, il Movimento 5 Stelle, prendono posizione contro il golpe che ha deposto il presidente boliviano
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ROMA – I governi di Argentina, Cuba e Venezuela hanno definito un colpo di Stato i fatti che in Bolivia hanno portato ieri sera alle dimissioni del presidente Evo Morales.

Secondo il capo di Stato dell’isola caraibica, Miguel Diaz-Canel, a La Paz c’è stato un attacco “violento e vigliacco” contro la democrazia. Sulla stessa linea il presidente venezuelano, Nicolas Maduro. “Condanniamo in modo categorico – ha fatto sapere il capo dello Stato via Twitter – il golpe contro il nostro fratello presidente”.

Alberto Fernandez, eletto alla guida dell’Argentina il mese scorso, ha denunciato invece la “violenza che ha impedito a Morales di concludere il suo mandato e alterato il processo elettorale”.

Sempre nella serata di ieri il Messico ha comunicato di essere pronto ad accordare a Morales asilo politico. Sulle mosse dell’ormai ex presidente, però, molto resta da capire. Fonti concordanti hanno riferito che dopo aver lasciato la capitale in aereo ha raggiunto la città di Cochabamba, roccaforte dei sindacati di “cocaleros” suoi sostenitori. Secondo il quotidiano ‘Clarin’, però, funzionari del governo di Buenos Aires hanno confermato un’intenzione di Morales di recarsi in Argentina.

A La Paz l’opposizione festeggia. Secondo Carlos Mesa, risultato secondo dietro Morales alle elezioni contestate del mese scorso, a costringere il presidente alle dimissioni è stato “l’eroismo di una resistenza pacifica”.

DIMISSIONI MORALES, SPAGNA CRITICA INTERVENTO ESERCITO

La Spagna ha criticato l’intervento delle forze armate della Bolivia nella crisi che ha portato alle dimissioni di Evo Morales, accusandole di aver manipolato il messaggio con il quale il presidente convocava nuove elezioni.

“La Spagna – si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Affari esteri – denuncia che il processo che si è aperto ieri con l’obiettivo di nuove elezioni è stato distorto dall’intervento delle forze armate e della polizia, che hanno chiesto che Evo Morales rassegnasse le dimissioni, cosa che questo avrebbe fatto solo più tardi”.

“Questo intervento – si legge nel comunicato – ci riporta indietro a momenti che abbiamo già passato della storia latinoamericana”. Il governo spagnolo ha invitato inoltre “tutti gli attori a evitare il ricorso alla violenza” e sottolineato che “bisogna garantire la sicurezza del popolo boliviano”.

La comunicazione di Madrid ha seguito di 24 ore la nota con cui il ministero degli Esteri dava “il benvenuto all’annuncio del presidente Morales di convocare la ripetizione delle elezioni generali e la designazione di un nuovo Tribunale supremo che avrà il compito di supervisionarle”.

BOLIVIA. M5S: CONDANNIAMO GOLPE, RIPRISTINARE ORDINE COSTITUZIONALE CON NUOVE ELEZIONI

“Condanniamo con forza il golpe in Bolivia organizzato dall’opposizione di destra e dai militari. Uno sviluppo inatteso, poiché ieri il presidente Evo Morales aveva annunciato nuove elezioni per placare le proteste contro i brogli elettorali e scongiurare spargimenti di sangue. Ma soprattutto una svolta molto preoccupante per il particolare contesto boliviano, dove la contrapposizione politica ha un carattere profondamente razziale e classista”. Lo dichiarano in una nota congiunta i senatori del Movimento 5 Stelle della Commissione Esteri di Palazzo Madama.

“Il nuovo leader emergente dell’opposizione, il Guaidò boliviano Luis Fernando Camacho – prosegue la nota dei senatori M5S – è un noto esponente di estrema destra razzista espressione della ricca élite bianca di Santa Cruz, visceralmente ostile al socialismo indigenista di Morales. Ci auguriamo che in Bolivia venga al più presto ristabilito l’ordine costituzionale con nuove elezioni trasparenti e rappresentative di tutte le forze politiche del Paese”.

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