Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

VIDEO | Giannone: “Dietro ‘Pas’ ci sono donne che hanno denunciato la violenza”

"Non esistono numeri esatti sulle case famiglia, serve un registro"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

https://www.facebook.com/agenziastampaDIRE/videos/3447430285297682/?eid=ARB1oG319yJTVUMS2yLeGbnfWrGmqGip6V9puXotmH1uHJc1SZ-xJgarcPoY6rl8cnB5soDg4F_qofbl

ROMA – “Credo nella società intesa come comunità e per questo da attivista prima e deputata in Parlamento oggi, ho deciso di rendermi utile. I minori sono quanto ci sia di più importante da tutelare, sono le persone a cui insegnare gli strumenti per poter affrontare la vita- e avendo io due figli, di cui uno con una sindrome neurologica, sento di avere un’apertura mentale e di cuore maggiori”. Lo ha detto all’Agenzia Dire Veronica Giannone, deputata del Gruppo Misto e segretaria della Commissione Infanzia e Adolescenza nel corso dell’intervista in diretta Fb con l’Agenzia Dire, commentando il lavoro di studio e analisi che sta portando avanti sui recenti casi di alienazione parentale che vedono alcune donne a rischio di perdere i figli, l’affido di minori, i servizi sociali e il mondo delle case famiglia.

LEGGI ANCHE

INTERVISTA | Alienazione parentale, Laura Massaro: “Noi madri denunciamo quello che accade nei tribunali”

L’alienazione genitoriale divide ancora: giudici, legali e Ctu a confronto

Violenza donne, BeFree: “Lavoriamo per empowerment personalizzato”

“Nel caso di Laura Massaro ho visto su Facebook la sua storia, e ho pensato che avrei voluto occuparmene, poi l’ho trovata fuori da Montecitorio e da lì è iniziato un rapporto, che mi ha portato a documentarmi sul fenomeno dell’alienazione parentale, iniziando un iter con un’interrogazione parlamentare, fino ad arrivare alla conferenza stampa del 15 ottobre nella quale ho deciso di invitare altri parlamentari, perché l’interesse verso queste cose non deve avere forma politica o di partito ma deve essere trasversale, è una questione di morale e impegno verso il sociale”, ha spiegato.

“Le storie che seguo sono tante, e purtroppo mi dispiace dover dire che quelle accusate di alienazione parentale sono tutte donne. Non si tratta di una presa di posizione al femminile, purtroppo però ho notato che dopo situazioni di violenza familiare e denunce da parte delle donne si arriva molto spesso- senza fermarsi a valutare se un minore possa avere difficoltà con un genitore violento- ad una valutazione psicologica che porta a parlare di alienazione- ha spiegato Giannone- e non ci sono dati scientifici che comprovino queste valutazione. Allontanando un figlio per qualcosa di non tangibile neanche condiviso dalla legge italiana mi ritrovo a pensare che allora potrebbe capitare a chiunque. Leggendo alcune relazioni di Ctu ho trovato frasi come ‘madre istriosa, madre sospettosa o madre che in futuro potrebbe essere alienante’. Spesso questi bambini assistono alle violenze da parte del padre, e quando le mamme li portano agli incontri protetti i minori hanno paura e manifestano il desiderio di voler restare con le madri così come dicono agli stessi giudici, ma non vengono ascoltati, rinnegando anche convenzioni come quella di Strasburgo che prevede l’ascolto del minore e decisioni prese in base alle sue richieste”. Per quanto riguarda il lavoro in Parlamento “c’è molta attenzione sul tema- ha spiegato ancora la deputata- Inoltre alla Camera dei Deputati tra oggi e domani si voteranno due mozioni sugli affidi. Il fenomeno è partito dal caso di Bibbiano però non è l’unico. Negli ultimi giorni ho fatto tante ricerche, ho trovato articoli di giornale su altre inchieste della Procura in Italia in ambito affidi, il problema riguarda il sistema intero. Non esistono numeri esatti sulle case famiglie, ma di sicuro sono alti, i bambini in istituti sono 30mila (dato 2014), ma non essendoci registri specifici è difficile studiare il fenomeno. Io credo che invece possano essere degli strumenti utili di valutazione, così come si fa in alcuni paesi europei, che avendo stilato dei registri, hanno visto che le madri e i padri accusati di alienazione parentale erano sotto l’1%. Per questo- pur non avendo prove e sperando non sia così- ha detto Giannone- ritengo che forse possa esserci un businness dietro. In effetti i tutori che vengono nominati pendono delle indennità e le case famiglia prendono somme giornaliere per occuparsi di minori. Dai dati sull’ultimo studio fatto da Roma Capitale, sappiamo che le case famiglia hanno una spesa di 40mila euro mensili per 10/15 bambini e secondo me sarebbe importante rendicontare queste spese. Le case famiglia non devono guadagnare sui minori, ma devono essere di aiuto per il loro recupero, ma se girano tutti questi soldi ho il dubbio che ci sia un interesse a guadagnare”.

“Molto spesso- in casi di violenza di un marito verso una moglie- si ribadisce che le violenze non sono perpetrate al danno del minore, ma esiste la violenza assistita. Servirebbe secondo me- ha continuato- una revisione della formazione, dei requisiti, aggiornamenti psicologici, proprio per la delicatezza della questione. Nella mozione che ho presentato per esempio parliamo delle relazioni scritte dagli assistenti sociali ma non ci sono prove che siano corrette; sarebbe utile registrare per esempio con degli audio gli incontri, potrebbero servire ad un giudice per valutare al meglio la situazione, perché si tratta di mettere a confronto la la parola dei tutori o assistenti sociali e quella delle madri, come è stato per Laura Massaro per esempio, che ha registrazioni diverse rispetto alle cose riportate. Molto spesso poi non c’è collaborazione: sto seguendo per esempio il caso di una bimba allontanata da entrambi i genitori che ha già cambiato tre volte casa famiglia. La madre non sa dove si trova e io come pubblico ufficiale ho fatto richiesta per sapere dove si trovi e controllare il suo stato di salute, che è anche problematico. Non solo ho atteso moltissimi giorni per avere una risposta, ma alla fine non c’è neanche stata, e ho dovuto fare un esposto ai Carabinieri. Allora mi chiedo, se non c’è nulla da nascondere perché non mi sono state date informazioni? Capisco ci sia un decreto contro la madre, ma una mamma come può vivere senza sapere dove si trova sua figlia? Si tratta di una forma di violenza- ha concluso Giannone- La legge dice che un bambino ha diritto a vivere nella sua famiglia, e noi dobbiamo lavorare per aiutare il nucleo familiare- laddove ce ne fosse bisogno per ricreare un equilibrio. Togliere i genitori ad figlio è inumano, inaccettabile”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»