Sindaco di Ferrara propone cittadinanza a Segre. Ma il cane del portavoce si chiama come un generale nazista

Il Pd si scaglia contro l'incoerenza del sindaco leghista di Ferrara. E sui social pubblica le foto del collaboratore di Alan Fabbri e del suo dobermann
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BOLOGNA – A Ferrara il sindaco leghista propone la cittadinanza onoraria per Liliana Segre. Ma il suo portavoce “ha un cane di nome Rommel e si autodefinisce il suo Fuhrer”. A sollevare il caso è il deputato Pd Luca Rizzo Nervo, ex assessore a Bologna e residente proprio nella città estense, che sui social pubblica le foto del collaboratore di Alan Fabbri e del suo dobermann. 

“Pare evidente che la coerenza non sia di gran moda nell’attuale esecutivo ferrarese”, commenta Rizzo Nervo, che ricorda anche le recenti dichiarazioni del vicesindaco Naomo Lodi su nomadi e migranti. “Vorrei essere altrettanto certo che Liliana Segre sapesse chi sono quelli che gli offrono la cittadinanza onoraria– aggiunge il deputato dem- salvo che io non stia dando una notizia di cui il sindaco non era a conoscenza”. 

Rizzo Nervo si rivolge quindi direttamente a Fabbri. “Ritiene compatibile l’assegnazione della cittadinanza onoraria a una donna simbolo della Shoah e la scelta come suo portavoce di chi gioca a fare il Führer con il suo cane e ad annunciare spedizioni punitive che si ispirano esplicitamente ad azioni naziste?- punta il dito il deputato Pd- lo ritiene compatibile con una città democratica e con istituzioni che lei si onora di presiedere, che fanno parte di una Repubblica, nata dalla Resistenza al nazifascismo?”. 

Rincara la dose Paolo Calvano, segretario regionale del Pd in Emilia-Romagna. “Quello che succede a Ferrara è agghiacciante– attacca Calvano- il portavoce del sindaco leghista ha chiamato il suo dobermann Rommel e si autodefinisce come ‘il suo Führer’. Proprio oggi sbandierano di voler dare la cittadinanza onoraria della città a Liliana Segre. Questi sono i leghisti e non sono per niente moderati. Hanno solo una gran faccia di bronzo”. 

Rizzo Nervo racconta dunque che Michele Lecci, portavoce del sindaco di Ferrara, “gestisce da anni la pagina Facebook del suo cane. Il fatto è che ha pensato bene di chiamarlo Rommel, come il noto comandante della Germania nazista”. Non solo. “Non contento della scelta del nome- continua il deputato dem- Lecci ha pensato bene di gestire questa pagina facendo impersonare al cane la parte del nazista che un giorno fa lo ‘scatto del gerarca perfetto’, un altro ‘insieme al suo Führer Michele Lecci passeggia lungo il confine murato della città’, un altro giorno ‘trascorre il tempo a catturare inglesi’- riferisce Rizzo Nervo- la sera poi è ‘spesso impegnato in ronde nella pericolosa zona stazione fatta di ombre nere in bici’ (persone di pelle nera) che se si avvicinano, ‘per curiosità e per scrupolo un braccio glielo stacco. Non ce l’ha con i neri, sia chiaro, è solo che non sono riesco a vederli e il loro odore mi ricorda quello dei gatti in via dei frutteti’. Quando si incazza, poi, Rommel ‘neutralizza l’invasore, con fulmineo ‘siegen licht’, messo già in campo nella Mosa per l’attacco a Parigi’, tale per cui solo l’intervento del suo Führer consente al malcapitato di ‘fuggire graziando la sua pelle marcia’”. Insomma, chiosa il deputato Pd, è “una cosa che forse la senatrice Segre dovrebbe sapere nell’accettare la proposta del sindaco di Ferrara”.

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