Lamorgese: “Da linguaggi violenti possono venire azioni violente”

Il ministro dell'Interno è in visita al Tempio Maggiore, dove ha incontrato la Comunità ebraica di Roma
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ROMA – “Da linguaggi violenti possono venire azioni violente. C’è stato uno sdoganamento del linguaggio violento, che vediamo in tutti gli ambiti, come se fosse normale parlare in modo virulento. Il confronto deve essere civile e non uno scontro. Questo ci preoccupa perché la parte negativa di ognuno di noi sta prendendo il sopravvento. Con dichiarazioni che destano preoccupazione nei confronti della senatrice Segre di cui mi onoro di essere amica”. A dirlo il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a margine della visita al Tempio Maggiore dove ha incontrato la Comunità ebraica di Roma.

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“L’Italia è un Paese dove non abbiamo mai abbassato la guardia perché abbiamo mantenuto viva la memoria. La nostra scelta è stare con gli altri, con culture diverse e avere per questo una responsabilità. La memoria è dei giovani. Dobbiamo parlare con loro. Noi siamo qui compatti su questa linea”, ha poi aggiunto il ministro.

“L’appuntamento di oggi è un’occasione che si rinnova in un momento particolarmente importante della storia del nostro Paese, per i temi che ci appartengono. Abbiamo rimarcato l’importanza di questo, qui nella comunità ebraica che rappresenta storicamente e territorialmente la più lunga storia dell’ebraismo in Italia”. A dirlo, la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello durante la visita al Tempio Maggiore di Roma del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Dureghello ha salutato e ringraziato per il lavoro quotidiano, le forze dell’ordine della Capitale e in particolare i presenti: il Prefetto di Roma, Gerarda Pantalone, il comandante provinciale dei Carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, il Questore di Roma, Carmine Esposito.

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