Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Fanno vivere la figlia nei rifiuti, a Rimini Tso per i genitori/FOTO

La famiglia viveva per lo più in auto nei parcheggi dei supermercati. E' lì che i Carabinieri li hanno notati dando il via all'indagine
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

rimini_rifiuti_famiglia3ROMA – Facevano vivere la figlia nel degrado più totale, in un appartamento di 60 metri quadri zeppo fino al soffitto di rifiuti. Oppure in macchina, in un parcheggio di supermercato. Così, dopo l’intervento di questa mattina degli agenti della Polizia municipale di Rimini, i due genitori sono finiti in Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, mentre la ragazza è stata affidata ai servizi sociali. Tutto è partito da una segnalazione dei Carabinieri con la Procura che ha poi affidato le indagini alla Polizia municipale, da cui è emerso, anche grazie a pedinamenti, come la famiglia, nonostante l’apparente “normalità” vivesse nel degrado più totale.

Il padre ha un lavoro fisso e remunerato, mentre la figlia frequenta la scuola. Ma dietro questo velo si nascondevano “comportamenti schizofrenici”. Appunto come quello che ha permesso alla vicenda di emergere grazie all’attività di controllo dei Carabinieri nei parcheggi degli ipermercato. In queste aree, infatti, la famiglia trascorreva gran parte del suo tempo, vivendo e mangiando in macchina. Questa mattina il capitolo finale della triste vicenda. Gli agenti della Pm, assieme ai Vigili del fuoco, si sono recati all’appartamento di proprietà della famiglia per la perquisizione autorizzata dal magistrato per completare le indagini sull’ipotesi di reato di maltrattamento di familiari. E si sono trovati di fronte uno “scenario devastante”: la casa era “completamente” riempita di rifiuti accatastati l’uno sull’altro che, oltre a impedire l’apertura delle finestre e della porta d’ingresso, in una stanza arrivavano quasi al soffitto. Dunque una situazione di degrado tale, aggravata dalla presenza di animali, che ha spinto, oltre che al Tso per i genitori, anche ad emettere un’ordinanza di sgombero per motivi sanitari dell’appartamento.

di Cristiano Somaschini, giornalista professionista

LO PSICOLOGO: ATTENZIONE A DISAGIO RELAZIONALE

“I due genitori sono estremamente disturbati, hanno fatto vivere la loro figlia in una situazione devastante che ovviamente avrà comportato nella minore un forte disagio con un condizionamento, di cui si vedranno gli effetti successivamente, nell’ambito sia della sua vita di relazioni che sulla propria autostima”. Risponde così Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), interpellato dalla Dire sul caso di una minore lasciata vivere in un appartamento di 60 metri quadri zeppo fino al soffitto di rifiuti nel riminese, oppure in macchina in un parcheggio di un supermercato.

“In primis la ragazzina deve essere allontanata dalla famiglia– prosegue lo psicoterapeuta- poi bisognerà effettuare una valutazione delle sue condizioni psicofisiche, per poterla indirizzare nel migliore dei modi. È necessario sapere da quanto tempo la minore è in questo stato. La domanda da porsi è: dov’erano gli altri parenti? Erano assenti o tenuti lontani? Dunque è importante comprendere la situazione nei suoi aspetti generali e di temporalità. Ci sono moltissimi aspetti da chiarire e da far emergere, non ultimo lo stato mentale dei genitori- conclude Castelbianco- per favorire un corretto orientamento di questa figlia”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»