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Saviano, le ‘Sardine’ con l’allegra compagnia dei poteri forti

roberto saviano imago
L'editoriale del direttore Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Dopo Saviano è fuoco incrociato, da sopra e di sotto, da destra, sinistra e dentro i Dem, contro il segretario Zingaretti e la decisione di votare Sì al taglio dei parlamentari. Quasi tutti i maggiori quotidiani sono nettamente schierati contro il taglio, con sentiti discorsi di storia Patria, in difesa della Costituzione, contro l’attacco alla democrazia e al Parlamento.

Viene il sospetto che dietro ci sia dell’altro, che anche se in ordine sparso alla fine tutti convergano su un obiettivo che risulta comune: far saltare l’alleanza tra M5s e Pd, restituire Conte all’Università, mettere su una nuova fase politica con al centro personaggi più congeniali agli interessi che si vorrebbero tutelare.

Sarà una battaglia difficile per loro, visto e considerato che tutti si aspettano una valanga di Sì, e poi basta fermare per strada 10 persone a caso per sentire da loro che del No se ne infischiano, che il taglio alla fine, in ogni caso, costringerà tutti a mettere a punto un sistema più snello, più funzionante.

Lo schema che sta dietro ai ‘poteri’ che legittimamente stanno lottando per cercare di portare a casa quote importanti di risorse europee in vista dell’autunno caldo, spiega una fonte qualificata, «è di scalzare l’attuale maggioranza, di metter in moto un rapido processo che porti ad un bipolarismo incentrato da una parte su una figura come il leghista Luca Zaia, dall’altra sul riformismo liberale incarnato da Stefano Bonaccini, il presidente Dem dell’Emilia-Romagna. Differenti ma, alla fine, molto simili».

Per quanto riguarda il M5S oggi il garante supremo Beppe Grillo è calato a Roma, dove ha incontrato il premier Giuseppe Conte e l’ex capo politico Luigi Di Maio. A tutti ha detto di andare avanti, che il Governo sta facendo bene. Basterà? Intanto è polemica sulla decisione di Conte di intervenire ai funerali di Willy Monteiro Duarte, il giovane di Colleferro massacrato di botte, e di intervenire domenica in tv per un appello in vista dell’apertura delle scuole lunedì.

Per alcuni sono mosse che servono per cercare di riprendersi un po’ di quel consenso popolare perso negli ultimi giorni. Ma Salvini e Giorgia Meloni pretendono che la Rai dia anche a loro la possibilità di parlare agli italiani.

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