Aveva accoltellato la moglie, si suicida a Ciampino alla vigilia del processo

Caso chiuso per morte imputato, la Dire aveva raccontato la storia di Vera
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ROMA – È Sergio Fredduzzi il sessantanovenne romano che ieri mattina si è suicidato gettandosi sotto un treno in transito alla stazione di Ciampino. L’uomo era agli arresti domiciliari in attesa di giudizio per il tentato omicidio della moglie, Vera Elolen, una donna nigeriana di 42 anni. Il processo per tentato omicidio si è aperto stamattina con la prima e ultima udienza durante la quale “il caso è stato chiuso per estinzione del reato per morte dell’imputato- spiega alla Dire il legale della donna, Emanuele Fierimonte- Ancora una volta la vittima esce fuori sconfitta da una battaglia che la vedeva titolare di diritti. Non c’è alcun modo di ottenere il risarcimento dei danni”.

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Anche sulla casa dove oggi vive Vera, la stessa dove nella notte del 24 giugno il Fredduzzi l’aveva aggredita con un coltello, “bisognerà procedere con la successione e vedere come gestire l’eredità. Attualmente Vera è sprovvista di qualsiasi possibilità e deve costruire per intero la sua autonomia”. Vera aveva raccontato in un’intervista alla Dire che in 13 anni di matrimonio il Fredduzzi la trattava “non come una moglie, ma come una schiava”. Isolata dalla sua famiglia, la donna, mai tornata in Nigeria da quando aveva sposato l’insegnante romano, non aveva contatti con il mondo esterno, se non con la chiesa pentecostale di Torre Angela e con i dottori che l’avevano in cura per una patologia cronica.

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