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La consigliera Francesca De Vito lascia il M5s: “Nel Lazio migliaia di elettori traditi”

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"Resterò all'opposizione e non aderirò a nessuna altra forza politica"
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ROMA – “Il mio percorso con il M5S finisce qui. Non voglio risultare complice di tutti i silenzi relativi alla questione Tosini, ex dirigente regionale del settore rifiuti, al concorso di Allumiere o a quello della Asl di Latina e nemmeno voglio essere accostata ai voti favorevoli sul parziale ripristino di una quota dei vitalizi né al favore concesso con la proroga ai gestori delle slot machine, una nostra battaglia da sempre a cui anche alcuni consiglieri di maggioranza hanno votato contro”. Lo afferma in una nota Francesca De Vito, consigliera M5s alla Regione Lazio.

“Ritengo che nel Lazio migliaia di elettori del M5S siano stati traditi da chi non ha avuto la forza di resistere alle ‘lusinghe’ di Zingaretti ed è entrato in Giunta senza un voto di conferma da parte degli iscritti e malgrado lo stesso governatore continui quotidianamente ad aggredire verbalmente la sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi. Non era certo questo il compito che ci avevano affidato i risultati elettorali quando ci siamo proposti come terza forza politica. Inoltre- spiega- non posso accettare questa deriva verticistica che spinge inesorabilmente a scioglierci nel Pd, né che si diventi un partito a tutti gli effetti con tanto di megasede, segretari ed eventuale richiesta del 2×1000 solo per pagarne la ‘struttura’”.

De Vito aggiunge poi che “non avrei mai dato soldi al ‘partito’, come è stato chiesto, ma nei prossimi giorni mi organizzerò per creare all’interno del mio sito www.francescadevito.it una sezione dedicata alle restituzioni con gli importi e le modalità per donarle ai territori, azione anche questa per tanti passata di moda come quella di non avere più di un incarico contemporaneamente… Resterò fermamente all’opposizione- tiene a dire- come gli elettori mi hanno voluta e il M5S aveva promesso e non aderirò a nessun’altra forza politica fino alla fine del mio mandato, a meno che gli attivisti e i portavoce fuoriusciti non decidano di creare un diverso soggetto politico, sulla base dei nostri principi originari, con la speranza che al più presto anche Davide trovi la forza di rialzarsi da questa meschina offesa che ha ricevuto e decida di combattere contro Golia per riscattare la memoria e il grande proposito di democrazia partecipativa e di intelligenza collettiva che, a questo punto si può dire, era solo di Gianroberto e non anche del comico… per non chiamarlo in altro modo…”.

LA CONSIGLIERA CONTRO GIUSEPPE CONTE

Poi, l’attacco a Giuseppe Conte: “In tanti- così la consigliera- abbiamo curato e coltivato il seme di questo progetto sociale prima che politico, dove eravamo tutti uguali nelle decisioni e nelle scelte, e questo non può e non deve morire. Mi allontano da un ‘avvocato del popolo’, oggi anche ‘presidente’ del M5S, che non ha il coraggio e la modestia di ascoltare e confrontarsi prima con il ‘suo’ di popolo e si accontenta di applausi e cortigiani imponendo con ogni mezzo la sua visione del mondo. Visione che farà precipitare il M5S in un abbraccio sempre più mortale col Pd fino a distruggere del tutto una forza politica espressione di una parte dell’elettorato che non si riconosceva in nessun altro partito”.

E ancora: “Mi allontano dal paradosso di pensare a un futuro 2050 senza la concretezza di agire per l’oggi e per risolvere in modo ‘serio’ la crisi economica nella quale versano le aziende e le famiglie a seguito della pandemia. Mi allontano da chi regala la fiducia a un governo con Draghi– dice De Vito- che tutto è tranne ‘grillino’ e ha cancellato molte delle nostre conquiste oltre a imporre la fiducia a una riforma che molto tutela tranne la giustizia. Mi allontano dagli onorevoli nazionali al secondo mandato, che per loro interesse hanno voluto abbandonare una piattaforma comune a tutto il M5S, con la curiosità di vedere come giustificheranno il loro attaccamento alla poltrona quando si tratterà di ricandidarsi e come convinceranno l’elettorato che sono diversi dagli altri, se ormai sono parte di quella ‘casta’ che dovevamo combattere”.

“Mi allontano dal mio gruppo regionale che, insieme a tanti tifosi, sta già festeggiando il fatto che la ‘voce critica’ sia andata via- continua De Vito- Un gruppo da cui non ho ricevuto altro che offese e umiliazioni oltre allo ‘scippo’ della vicepresidenza alla commissione Sviluppo economico per il solo motivo di non essermi piegata alle volontà dell’onorevole Lombardi. Colei che da sempre ha contrastato Virginia Raggi e contemporaneamente strizzato l’occhio al governatore del Lazio tanto da assentarsi negli ultimi giorni di campagna elettorale e non presenziare agli eventi organizzati dai nostri attivisti e portavoce sui territori. Per comprendere basta guardare dove siede ora. Pensate che paradosso… ma questo ormai si sopporta…. in fondo adesso ci piacciono anche le fritture di pesce di De Luca…”, affonda la consigliera.

Resto vicina a Virginia alla quale auguro un secondo mandato come sindaca perché Roma se lo merita. Resto vicina ai portavoce locali e ai territori dove sono sempre stata e che ho sempre rispettato. Se lo vorranno potranno comunque continuare ad avere in me la loro voce in Regione. Resto vicina al gruppo di ‘Parola agli Attivisti’ perché hanno il coraggio e la forza di tenere gli occhi sempre ben aperti. Detto questo non ho rimpianti, sicuramente tanto rammarico e dispiacere. È stata una splendida avventura durata 10 anni che rifarei in ogni momento, anche conoscendone la fine. Il M5S- conclude- ha rappresentato molto per questo Paese e io sono orgogliosa di averne fatto parte ma sono anche dell’idea che meritasse il futuro indicato con la votazione di febbraio, dopo mesi di confronto e partecipazione, durante gli Stati generali. Abbiamo convinto, partendo dalle piazze, 11 milioni di elettori. Abbiamo fermato il potere a mani nude… solo che poi ‘qualcuno’ ne ha assaggiato il sapore… e ne è rimasto affascinato…”.

Infine, “questa mutazione non mi appartiene. Resto fermamente in opposizione alla giunta regionale e a ciò che il M5S sta diventando con l’idea che il progetto iniziale di autodeterminazione della nostra azione politica, debba continuare ad esistere senza che nessuno si senta in diritto o riceva l’investitura di commissariarlo. Conte e i governisti hanno tutto il diritto di tenersi il loro partito, ma chi crede ancora nell’idea originale del Movimento ha lo stesso diritto di continuare quel percorso. Io sono coerente al mandato elettorale ricevuto, ognuno farà la propria strada!”.

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