FOTO – VIDEO | Fondazione Sud chiude viaggio in musica: ‘All you need is inclusion’ con Ypsigrock Festival

Festival costruito dal basso e diventato negli anni un riferimento per migliaia per i numerosi appassionati dell'indie-rock internazionale
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CASTELBUONO (SICILIA) – L’ultimo dei tre giorni organizzati a Castelbuono dalla Fondazione con il Sud coincide con la serata di apertura del Ypsigrock festival. Un punto fermo ormai nel panorama della musica internazionale, iniziato 23 anni fa nel cuore del parco delle Madonie. È un festival costruito dal basso e diventato negli anni un riferimento per migliaia di persone. Dal 9 all’11 agosto il paese di Castelbuono, abitato da 8mila abitanti, sarà invaso dall’arrivo di numerosi appassionati dell’indie-rock internazionale. Dalle più note stelle di tale panorama musicale alle nuove promesse emergenti.

Tanta musica ma anche mostre, workshop per adulti e bambini, talk e un’area camping attrezzata nella zona di San Focà, immersa nel verde e poco distante dal paese facilmente raggiungibile con le navette messe a disposizione dal comune. La storia del Festival, della particolare location e dell’alta qualità della proposta musicale, gli ha permesso di guadagnare, per il secondo anno di fila, un posto alla finale degli European Festival Awards 2018, come ‘Best festival small’ categoria a cui accedono solo i festival con un elevato impatto. La scorsa edizione ha registrato la presenza di quasi 9mila persone, che si è riusciti a confermare anche questo anno.

IL PROGRAMMA

Aprirà la serata inaugurale la band americana ‘National’, e per loro sarà l’unica data in Italia, motivo per cui già dal primo pomeriggio è stato possibile scorgere numerosi fan radunati sotto il palco in costruzione. Non sono gli unici ospiti attesi, si esibiranno anche gli inglesi Spiritualized, il duo indie-rock di Chicago Whitney, la band post-punk belga Whisperning Sons, la rapper Dope Saint Jude e molti altri.

UN FESTIVAL SENZA BARRIERE

All’interno di questo panorama ha trovato posto anche la Fondazione Con il Sud, attraverso il finanziamento del progetto ‘Tutti inclusi’. Castelbuono è un paese antico, composto da vie strette, salite, strade impervie, di certo non accessibili a tutti. Una persona con disabilità non avrebbe mai potuto prendere parte al Festival. È stata proprio questa voglia di inclusione a dar vita al tutto.

“Questo è il terzo grosso progetto che abbiamo fatto partire e dei tre è quello che meglio esprime l’idea che la Fondazione Con il Sud porta avanti, ovvero l’idea che attraverso il sociale si possa fare anche sviluppo. In questo caso stiamo parlando di accessibilità, in qualche modo anche di welfare, anche questo fa parte del benessere delle persone, la possibilità di accedere, di avere davvero un accesso totale a quei luoghi dove si può star bene. Castelbuono è tale di nome e di fatto, qui viene da stare bene”, ha dichiarato Marco Imperiale direttore della Fondazione Con il Sud.

Il programma è stato formalmente attivato lo scorso anno ma è entrato in vigore a partire da questa edizione del Ypsigrock festival. A scegliere quali servizi attuare sono direttamente le persone coinvolte nel progetto. Ci sarà un apposito furgone per facilitare ogni spostamento e la totale partecipazione agli eventi, una ambulanza per l’assistenza sanitaria e un front office a disposizione di tutti gli ospiti che giungeranno a Castelbuono.

“Un problema che noi abbiamo scorto fin dall’inizio è lo stato d’ansia che il soggetto disabile vive quando si deve muovere lontano dagli spazi a lui familiari, quando deve fare centinai di chilometri una persona che ha problemi, se non ha le garanzie per poter dire è un viaggio sicuro e troverò gli stessi confort che a casa mia, decide di non affrontarlo. È per questo che insieme alla fondazione abbiamo creato un pacchetto che si chiama ‘Tutti inclusi’ che prevede lo studio e la risoluzione dei problemi per quanto riguarda l’accessibilità, gli alloggi, i parcheggi e i servizi di accompagnamento”, ha raccontato Gianfranco Raimondo, alla guida del progetto.

“Tutto ciò a dire il vero è nato dalla lettura di un libro, ‘Nessuno può volare’ scritto da Simonetta Agnello Hornby, autrice italo-inglese- ha continuato Raimondo- Il leitmotiv dell’opera è dato da suo figlio che scopre di avere una disabilità nel corso del tempo, e l’affronta con grande dignità. Decide di fare un viaggio in Italia e qua inizia la descrizione dei problemi che da nord al sud, questo figlio disabile, abituato alla perfezione di Londra che possiede tutti i servizi per una persona come lui, deve affrontare”. L’arrivo al sud, in Sicilia terra del festival Ypsigrock e dell’autrice è il punto più dolente. È qui che scatta il suo giudizio più severo e la voglia per Fondazione Sud e Raimondo di provare a cambiare le cose.

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11 Agosto 2019
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