Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Terracina, lotta al caporalato: un arresto e due denunce

Braccianti al lavoro oltre 12 ore al giorno per 7 giorni a 4 euro/ora
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – La Polizia di Stato – Questura di Latina – prosegue nell’attività di contrasto allo sfruttamento dei lavoratori agricoli attraverso la lotta al caporalato ed allo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Nella giornata di ieri, venerdì 10 agosto, gli agenti del commissariato di Terracina hanno tratto in arresto in flagranza di reato l’imprenditore agricolo M.C., terracinese 41enne titolare di una ditta individuale, per i reati di sfruttamento del lavoro avendo impiegato manodopera in condizioni degradanti e in stato di bisogno. Nell’ambito della stessa operazione di Polizia sono state denunciate in stato di libertà due persone, S.S. di 28 anni e S.T. di 58 anni, entrambi di origini indiane, per avere agito in concorso con l’imprenditore agricolo svolgendo incarichi di sorveglianza e controllo delle persone sfruttate.

Dopo giorni di appostamenti, durante i quali gli agenti della Squadra Anticrimine avevano documentato le attività lavorative all’interno dell’azienda, nella giornata di ieri è stata circondata l’area ed ha avuto luogo il blitz. Alcuni agenti, con indosso indumenti da bracciante agricolo, hanno proceduto a piedi all’interno dell’appezzamento di terra sino a giungere ad una distanza minima che ha consentito di scorgere i veri braccianti agricoli privi di qualsiasi dispositivo di sicurezza, anche minimo, tant’è che alcuni di essi erano completamente scalzi e doloranti sulla terra cocente. I braccianti agricoli, tutti stranieri e di origine indiana, sono risultati per la maggior parte clandestini sul territorio nazionale. Sul posto era presente anche l’imprenditore, che risiede all’interno di una lussuosa villa sede dell’azienda stessa. Sono stati inoltre individuati altri due soggetti che si trovavano nell’area interessata dal raccolto. Gli stessi, come appurato dalle indagini, svolgevano funzioni di controllo e sorveglianza dei braccianti sfruttati.

La copiosa documentazione acquisita e le risultanze delle indagini evidenziavano che i braccianti agricoli erano sottoposti alla reiterata violazione dell’orario di lavoro, dei riposi, delle ferie e dei congedi per malattia. Gli stessi percepivano una retribuzione non conforme che nella migliore delle ipotesi è risultata più che dimezzata. L’unico dei braccianti dotato di un contratto di lavoro percepiva in busta paga meno di un terzo di quanto effettivamente avesse lavorato. Gli stessi inoltre erano costretti a lavorare oltre 12 ore al giorno, ciascun giorno della settimana, senza fruire di alcuna giornata di riposo o festiva, tantomeno di congedi per malattia. La paga oraria era di 4 euro per ogni ora di lavoro senza alcuna maggiorazione per il lavoro prestato nei giorni festivi. All’interno dell’azienda gli agenti hanno documentato la totale assenza dei dispositivi a tutela della normativa di sicurezza e dell’igiene. I braccianti agricoli erano costretti a mangiare un fugace pasto all’interno di una stalla/mangiatoia ove si trovavano accatastati agenti chimici e fitosanitari. Ad esito delle operazioni l’imprenditore è stato tratto e ristretto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in regime di arresti domiciliari.

Ti potrebbe interessare:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»