venerdì 7 Agosto 2026

È morto Peppino di Capri, aveva 86 anni

15 volte a Sanremo, 35 milioni di dischi venduti, aprì i concerti dei Beatles in Italia. I funerali si terranno domenica pomeriggio nell'ex cattedrale di Santo Stefano, nella piazzetta dell'isola

ROMA – Dopo una lunga malattia è morto Peppino di Capri. Il celebre musicista e cantante avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio. Ha trascorso le sue ultime giornate proprio a Capri, a villa Castiglione. I funerali si terranno domenica pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano, nella piazzetta dell’isola.

L’uomo che ha “insegnato” all’Italia a innamorarsi in tre minuti e mezzo. Il suo vero nome era Giuseppe Faiella, ma una vita spesa al pianoforte, tra Champagne, Roberta e Nun è peccato, lo ha reso immortale identificandolo con la sua amatissima isola. Let’s twist again che resta il suo 45 giri più venduto: un milione e 200mila copie, cover di Chubby Checker arrivata da Parigi grazie a una soffiata di un amico musicista.

Il nome d’arte nacque nel 1958 per mano del produttore Mario Cenci. Poi crebbe sul palco, sempre con la sua band, i Rockers.

Sanremo lo ha visto tornare 15 volte, record assoluto, dal debutto nel 1967 fino al 2005. Due le vittorie, nel 1973 e nel 1976, oltre a un terzo posto sfiorato proprio nell’ultima partecipazione. Ma il ricordo più caro restava il 1987, l’anno de Il sognatore e dei complimenti di Lucio Dalla. Nel 2023, il ritorno all’Ariston per il Premio alla carriera, settant’anni di musica celebrati con una doppia standing ovation e una battuta che è già epitaffio: “È da tempo che aspettavo questo momento, finalmente è arrivato… Meglio tardi che mai”.


Trentacinque milioni di dischi venduti, 54 album incisi. E un pezzo di storia della musica internazionale che pochi possono vantare: nel giugno 1965 si esibì prima dei Beatles nelle tappe italiane del loro tour, a Milano, Genova e Roma. “Non ci hanno mai rivolto la parola per tutto il tour”, raccontava, “il massimo della concessione è stata una foto insieme, pure un po’ scocciati”.

Repubblica, nel suo “coccodrillo”, ricorda che dietro il sognatore c’era un’infanzia bruciata in fretta: il padre richiamato alle armi, il piccolo Giuseppe a portare avanti la famiglia suonando nei weekend per i soldati americani e il generale Clark, che gli lasciavano i compensi su un vassoio d’argento. L’unico giocattolo, un pianoforte, gli venne bruciato dal nonno per tingere abiti. Il padre, musicista anche lui, ne comprò subito un altro, intuendo il talento del figlio.

Ischia, estate 1959, porta con sé l’amicizia con una giovanissima Mina. Sul piano privato, il matrimonio giovanile con la modella Roberta Stoppa e la nascita del figlio Igor; poi, dopo il divorzio, l’incontro con quella che considerava l’amore della sua vita, Giuliana Gagliardi, sposata nel 1978 e madre dei figli Edoardo e Dario. La donna è scomparsa nel 2019, lasciandogli un dolore così grande da impedirgli di partecipare al funerale: assistette da lontano, “dalla curva che porta a casa”.

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