domenica 16 Agosto 2026

VIDEO | Addio a Goffredo Fofi, l’intellettuale controcorrente

Scomparso a 88 a Roma il critico letterario e cinematografico, voce da sempre 'contro' l'omologazione culturale

ROMA – Si è spento Goffredo Fofi, voce di spicco e ‘fuori dal coro’ nel panorama culturale italiano, critico cinematografico e letterario. Nato a Gubbio il 15 aprile del 1937, aveva 88 anni. È morto all’Ospedale Cavalieri di Malta a Roma. Lo scorso 25 giugno si era rotto il femore ed aveva subito un intervento chirurgico. Fofi è stato una delle voci più lucide, radicali e controcorrente della cultura italiana. Un intellettuale a 360 gradi, militante e voce scomoda della sinistra, ha guardato i suoi tempi con lo sguardo degli ultimi e degli esclusi, sempre in lotta contro l’omologazione culturale.

 

LA FORMAZIONE, L’IMPEGNO SOCIALE E CULTURALE

Cresciuto a Gubbio in una famiglia umile in cui però non erano mai mancati i libri, a diciotto anni, si trasferì in Sicilia, dove ha collabora con il filosofo e attivista Danilo Dolci nella lotta contro la mafia e a favore dei disoccupati. È l’inizio del suo impegno sociale e culturale, fondato su principi di pacifismo e giustizia sociale. Con l’arrivo degli anni ’60, Fofi si trasferisce a Parigi, dove lavora per la rivista di cinema Positif. Tornato in Italia, fonda i Quaderni piacentini e scrive l’inchiesta “L’immigrazione meridionale a Torino”.

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IL RILANCIO DI TOTÓ

.Come critico d’arte fondamentale fu il suo contributo per la rivalutazione di Totò, sempre snobbato in vita dalla critica cinematografica. Fofi, insieme a Franca Faldini, vedova dell’attore, pubblicò nel 1968 il saggio “Totò. L’uomo e la maschera”, una delle prime analisi serie e approfondite sulla figura dell’artista.

I SUOI INSEGNAMENTI: MAI SMETTERE DI STUDIARE E ROMPERE I C…

Tra gli ultimi suoi insegnamenti, non smettere mai di “fare e sentire”, e magari anche ‘rompere i coglioni’ malgrado l’età: “Si ha una vita sola a disposizione, non dimentichiamocene mai, e quello che puoi fare e sentire di bello lo devi fare e sentire ora, non devi rinviarlo al domani”. O ancora: “Che fare? Resistere, studiare, guai non studiare, fare rete, ma non quella porcata del web e ultima cosa, rompere i coglioni”.

IL RICORDO DEL REGISTA MARCO BELLOCCHIO 

“Uno scrittore, un critico geniale, esagerato qualche volta nel condannare e nell’esaltare, ma anche capace di ricredersi, di cambiare idea, altra grande qualità. È morto povero, altra rarità di questi tempi, rifiutando la Bacchelli e vivendo fino alla fine del proprio lavoro”, sono le parole del regista di “Buongiorno notte” in ricordo del maestro.

 IL CORDOGLIO DELLE ISTITUZIONI: IL SINDACO DI NAPOLI, LA SENATRICE D’ELIA

“Ci lascia Goffredo Fofi, voce lucida, radicale e sempre controcorrente della nostra cultura. Amico di
Napoli e dei napoletani, fu decisivo nel ridare la meritata grandezza a Totò. Una guida rara, che ci mancherà immensamente”. Lo scrive su X il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi.

“Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Goffredo Fofi, figura di straordinaria levatura
intellettuale e morale, protagonista della vita culturale e sociale italiana. Con lui perdiamo una voce libera, coerente, allergica a ogni conformismo, capace di attraversare con lucidità e passione il nostro tempo, sempre dalla parte degli ultimi, degli esclusi. Fofi è stato un instancabile animatore del dibattito pubblico ed è stato un punto di riferimento per intere generazioni. La sua indipendenza resta l’eredità più preziosa.
Alla sua famiglia, agli amici, a chi ha condiviso con lui percorsi di pensiero e azione, va la mia vicinanza più sentita”. Cecilia D’Elia, senatrice del Partito Democratico, capogruppo PD in Commissione Cultura commenta così la scomparsa di Goffredo Fofi.

(photo credits: Oliviero La Stella/Fb)

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