Terremoto. Risorse per scuole sicure, il sindaco di Ascoli Piceno a Roma

Fioravanti ha incontrato il sottosegretario Giancarlo Giorgetti per dirimere una questione "molto importante" relativa ai fondi
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ROMA – “Ho scelto di dedicare almeno una giornata a settimana a Roma per avere un rapporto di collaborazione con il Governo e per cercare di stimolare anche importanti interventi per il territorio, e per Ascoli Piceno in particolare”. Così Marco Fioravanti, nuovo sindaco di Ascoli Piceno, intervistato dall’agenzia Dire.

Fioravanti ha incontrato il sottosegretario Giancarlo Giorgetti per dirimere una questione “molto importante” relativa ai fondi per ricostruire e mettere in sicurezza le scuole del territorio.

“C’è un contrasto di pareri che rischia di bloccare tutto- ha detto il sindaco- per la presidenza del Consiglio dei ministri, infatti, essendo fondi comunitari noi possiamo ricostruire le scuole facendo un partenariato pubblico-privato; invece la struttura commissariale dice che anche se sono fondi europei questi sono definiti fondi statali perché passano dallo Stato. Questo non consente la sostenibilità di un partenariato pubblico-privato e le procedure ordinarie portano a ricostruire le scuole in vent’anni. Invece sostenendo un partenariato io avvio le procedure, do luoghi temporanei ai ragazzini mentre ricostruiamo le scuole e ridiamo scuole nell’arco dei quattro anni, tutte sicure, con efficientamento energetico e domotica assistenziale, a tutti i bambini ascolani. Quindi sto cercando di fare comprendere che questo è un principio per velocizzare e anche di coinvolgimento del territorio”.

Fioravanti, di Fratelli d’Italia, è stato eletto con il 60% dei consensi, e guida una giunta di centrodestra dall’11 giugno 2019. Ben chiari i punti principali del suo mandato: “La ricostruzione post sisma, stiamo facendo una battaglia anche a livello nazionale per cercare di far lavorare le imprese del territorio. Perché oltre a dare le abitazioni a chi le ha perse bisogna anche trasformare questa situazione in rilancio economico e sociale del territorio. Poi c’è il rilancio del commercio in centro storico, perché i centri storici stanno attraversando una fase complessa e per chi ha subito il terremoto lo è ancora di più”.

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11 Luglio 2019
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