Imprese, sono quasi 20 milioni i pirati audiovisivi

I mancati incassi per l'industria audiovisiva italiana a causa della pirateria toccano nel 2018 i 600 milioni di euro con quasi 6mila posti di lavoro a rischio
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Se la platea dei ‘pirati’ audiovisivi rimane stabile e conta quasi 20 milioni di persone, gli atti di pirateria in Italia sono in calo pur rimanendo una spina nel fianco per tutto il comparto industriale. Secondo l’analisi triennale condotta dalla società Ipsos per conto di Fapav, Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, la stima di fatturato perso da tutti i settori economici italiani a causa della pirateria si attesta a 1,08 miliardi di euro, il danno stimato sull’economia italiana in termini di Pil è di 455 milioni di euro, mentre 203 milioni di euro è la stima dei mancati introiti fiscali. I mancati incassi per l’industria audiovisiva italiana a causa della pirateria toccano nel 2018 i 600 milioni di euro con quasi 6mila posti di lavoro a rischio.

“Questi tre anni di studi hanno consentito di definire con precisione il trend della pirateria audiovisiva in Italia: i dati presentati quest’oggi- ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, segretario generale Fapav- rivelano una sostanziale stabilità dell’incidenza della pirateria, ma una contrazione legata al numero degli atti di pirateria compiuta dagli utenti. Questo è certamente dovuto da una parte al rafforzamento dell’attività di enforcement e di sensibilizzazione del consumatore, dall’altra la crescita dell’offerta legale, sempre più ricca e diversificata. L’indagine ci dice che le nuove generazioni, sapendosi muovere con disinvoltura all’interno degli ecosistemi digitali, hanno più conoscenza e consapevolezza dei rischi connessi alla pirateria e tendono a frequentare territori più protetti. In questa direzione l’industria audiovisiva deve concentrare i propri sforzi attraverso offerte sempre più competitive e attività informative puntuali”.

Nel 2018 l’incidenza complessiva della pirateria in Italia si attesta al 38%, facendo registrare un calo dell’8% rispetto all’anno precedente e del 14% rispetto al 2016. I film rimangono al primo posto (33%) come contenuto più piratato da parte della popolazione adulta, le serie e i programmi tv seguono a stretto giro con il 21% e 20%, tra i fenomeni si nota la pirateria di eventi sportivi live. Sono infatti quasi 5 milioni gli italiani che, nel corso del 2018, hanno dichiarato di aver visto illegalmente contenuti sportivi live, in streaming, sui propri device o presso amici e familiari. Nell’ultimo anno si contano oltre 22 milioni di atti di pirateria sportiva, soprattutto di eventi calcistici, seguiti da Formula 1 e Moto Gp e circa 5,3 milioni di fruizioni perse.

È cambiato anche l’identikit del ‘pirata’: se nel 2017 quasi 2 su 3 avevano meno di 45 anni, oggi sono poco più di 1 su 2. La pirateria oggi appare quindi ‘meno giovane’ anche perché si è assistito a un calo del 14% nella popolazione under 15.

“Le attività portate avanti da Fapav- ha commentato Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos- insieme ai suoi associati e la crescita degli abbonamenti on demand hanno contribuito a determinare un ulteriore calo delle fruizioni illegali di contenuti audiovisivi, dopo quello già registrato nel corso del 2017. Il fenomeno resta tuttavia ancora largamente diffuso e genera danni ingenti al sistema Paese; paghiamo un retaggio culturale difficile da sradicare e che impone tempi lunghi per diffondere la consapevolezza dei danni economici e sociali derivanti dalla pirateria. Le strategie di oscuramento dei siti possono essere sicuramente efficaci, ma occorre continuare e se possibile potenziare le campagne di comunicazione ed educazione per la sensibilizzazione degli utenti, auspicabilmente in collaborazione con le Istituzioni”.

Tra le modalità di accesso ai contenuti pirata, l’Iptv si conferma un fenomeno di rilievo nel panorama della pirateria audiovisiva in Italia: la sua incidenza è di circa un quarto sul totale dei pirati, cioè oltre 5 milioni di individui. Il fenomeno desta particolare preoccupazione e risulta in crescita, +1 milione di persone in più, rispetto alla precedente rilevazione. “Non possiamo abbassare la guardia- ha concluso il segretario generale Fapav- sviluppo tecnologico e pirateria vanno di pari passo: nuove modalità di fruizione illecita dei contenuti emergono e si affermano tra gli utenti con rapidità. La collaborazione fattiva con tutti coloro che operano sul web a più livelli è pertanto fondamentale per porre in essere delle strategie efficaci e continuative. Questi tre anni di collaborazione con Ipsos Italia hanno consentito di delineare i nuovi confini tra offerta legale e accesso illecito, analizzando la portata quantitativa, ma anche i cambiamenti socio culturali degli italiani. Sulla base di quanto analizzato in questa prima fase, abbiamo finalmente un nuovo accordo con Ipsos cne prevederà il proseguo della collaborazione per i prossimi quattro anni tramite un aggiornamento dello scenario e la presenza di focus tematici specifici”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

11 Luglio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»