VIDEO | Voci dal DigEat 2019, gli esperti spiegano il digitale nella PA in Italia

L'evento organizzato da Anorc ha fatto il punto sullo stato della trasformazione digitale, della conservazione dei dati e del rispetto della privacy in Italia
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ROMA – Il DigEat 2019, l’evento organizzato da Anorc al Teatro Eliseo di Roma lo scorso 30 maggio e dedicato a imprese e Pa, ha fatto il punto sullo stato della trasformazione digitale, della conservazione dei dati e del rispetto della privacy in Italia, in una giornata che ha visto alternarsi interventi, interviste, tavole rotonde, ma anche performance musicali e intermezzi di puro intrattenimento. Molte sono state le testimonianze di alcuni tra i più autorevoli professionisti del settore.

“Il grande problema della pubblica amministrazione è che non cambia i processi e non cambiando i processi cerca di digitalizzare quello che già c’è” ha detto Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum Pa. Per far cambiare i processi- ha continuato- dobbiamo aiutare la Pa a non aver paura di sperimentare, a non aver paura del nuovo e a prendersi dei rischi. Giornate come questa- ha aggiunto riferendosi al Dig.Eat 2019- che contaminano culture diverse e fanno venire nello stesso luogo tante esperienze da tutta Italia, sono estremamente utili per rassicurare gli addetti ai lavori. Il digitale è un ecosistema in cui possono vivere delle riforme che facciano progredire il Paese”.

Altra prestigiosa partecipazione quella del fondatore di Key4biz, Raffaele Barberio, che ha affrontato il tema della ‘sovranità digitale’ e delle possibili minacce, come l’utilizzo, da parte di ignoti, di informazioni liberamente rintracciabili online. “Abbiamo l’esigenza di sollecitare la classe politica nell’adottare scelte idonee: quando un Paese viene espropriato del controllo diretto o indiretto dei dati dei propri cittadini, perde la capacità di governo. C’è il rischio di perdere il controllo e la sovranità su quello che facciamo in rete. Urgono delle misure adeguate per fare in Italia quello che altri paesi stanno già facendo, penso a Francia, Germania e Spagna- ha spiegato- Paesi che molto accortamente stanno modificando le loro norme proprio per fare in modo che il patrimonio informativo dei cittadini sia adeguatamente tutelato”.

Il professor Francesco Pizzetti, ordinario in Diritto costituzionale all’Università di Torino, in occasione del suo intervento sul palco dell’Eliseo, ha invece puntato il dito sui “grandissimi ritardi dell’Europa nello sviluppo dell’economia digitale. L’Europa è in crisi economica dovuta ai ritardi accumulati nella capacità di padroneggiare l’economia digitale. Adesso è importante tutelare un ecosistema digitale uniforme e condiviso. Per questo è fondamentale avere regole- ha aggiunto- come quelle che ci ha dato l’Europa: quelle sui dati personali, sui dati non personali, una proposta sul riuso delle informazioni della pubblica amministrazione, indicazioni per l’interoperabilità, la normativa sul riuso. La quantità di regolazione prodotta in questi anni è più che sufficiente a innescare una grandissima capacità di sviluppo dell’economia digitale. Il problema è se i governi siano capaci di farlo, se siano davvero capaci di costruire le infrastrutture digitali, cominciando dal 5G“.

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11 Luglio 2019
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