Maltempo fa cadere gru all’ex Ilva: operaio disperso in mare. Proclamato sciopero a oltranza

Ieri sera una gru si è spezzata l'operaio che ci stava lavorando è caduto in mare: continuano le ricerche. Nella notte proclamato sciopero fino alle 7 di lunedì 15 luglio
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BARI – Sono state sospese poco prima della mezzanotte e sono riprese questa mattina le ricerche dell’operaio del siderurgico di Taranto finito in mare nel tardo pomeriggio di ieri dopo che il maltempo ha spezzato il braccio della gru su cui stava lavorando. L’uomo, Mimmo Massaro di 42 anni originario di Fragagnano, paese della provincia di Taranto, si trovava nella cabina della gru DM5 quando il vento forte ne ha provocato la caduta. Flebili le possibilità che possa essere ancora vivo. Le operazioni sono rese difficili dalla torbidità delle acque e del pericolo conseguente alla presenza dei rottami e delle gru pericolanti rese instabili. 

Nella notte proclamato sciopero a oltranza

Intanto, il sindacato Usb ha proclamato nella notte uno sciopero a oltranza di tutto lo stabilimento e dell’appalto Arcelor: lo sciopero, partito alle 23 del 10 luglio, proseguirà almeno fino alle 7 del 15 luglio. “L’ennesima immane tragedia avvenuta in data odierna conferma l’assoluta pericolosità in cui versano gli impianti gestiti da ArcelorMittal Italia. Un’altra vita spezzata, l’ennesima famiglia distrutta in nome del profitto a qualunque costo”.

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Quella gru precipitò in mare anche nel 2012 facendo un’altra vittima

“È passato poco dall’incontro con il ministro Di Maio al quale abbiamo denunciato la gravissima situazione dello stabilimento di Taranto e ora piangiamo un altro giovane dipendente ucciso sul lavoro nello stabilimento tarantino”, denunciano Francesco Rizzo (Usb Taranto) e Sergio Bellavita (Usb) che ricordano come, sette anni fa, “esattamente nella stessa postazione una gru aveva ucciso un altro lavoratore. La gru è stata ricostruita ma con le medesime gravi mancanze di quella precipitata in mare nel 2012. Ed oggi ha ucciso Mimmo Massaro“.

“Non ci sono le condizioni di sicurezza”

“Per Usb la fabbrica è da chiudere, è chiusa da oggi. Lo stato fatiscente degli impianti dello stabilimento indica che non ci sono le condizioni di sicurezza necessarie per coloro che lavorano all’interno di una fabbrica che oramai è ridotta ad un cumulo di rottame. Siamo vicino ai familiari e ai cari del lavoratore ucciso, chiamiamo i lavoratori e la città ad una mobilitazione straordinaria. Liberiamo Taranto dai veleni”, concludono.

LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA

La procura di Taranto ha aperto un’inchiesta sull’incidente accaduto nel tardo pomeriggio di ieri, quando un braccio di una gru si è spezzato e un uomo è caduto in mare. La procura ha disposto il sequestro dell’intera area e la Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza di interdizione alla navigazione, in considerazione delle condizioni di pericolo in atto, nello specchio acqueo per un raggio di 250 metri dalla sommità del molo ove è avvenuto l’incidente.

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11 Luglio 2019
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