Vaccino, AstraZeneca sarà utilizzato solo per gli over 60. Richiami con Pfizer e Moderna

vaccino_covid
Il commissario Figliuolo annuncia lo stop all'uso di AstraZeneca per chi ha meno di 60 anni e ammette: "Ci sarà un impatto sulla campagna vaccinale". E chi ha già fatto la prima dose farà il richiamo con uno dei due sieri a mRna
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Di Carlotta Di Santo e Chiara Organtini

ROMA – Stop al vaccino AstraZeneca per chi ha meno di 60 anni: è questo l’annuncio arrivato nel corso della conferenza stampa con il commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo e il ministro della Salute Roberto Speranza. Inoltre, dopo l’indicazione del Cts, è stato stabilito che chi ha già ricevuto la prima dose del siero farà il richiamo con Pfizer o Moderna. Figliuolo ha dichiarato: “Con l’obiettivo di dare un’informazione perentoria, AstraZeneca si utilizzerà solo per over 60, una platea di circa 3 milioni e 90mila persone. Per il resto faremo vaccinazioni eterologhe, con vaccini mRna, e prime dosi agli under 60 solo con vaccini a Rna“.

LEGGI ANCHE: Genova, è morta la 18enne con trombosi cerebrale che si era vaccinata con AstraZeneca

FIGLIUOLO: “CI SARÀ UN IMPATTO SULLA CAMPAGNA VACCINALE”

“C’è la sussistenza logistica per farlo, per quanto ci sarà un impatto sulla campagna complessiva – ha ammesso Figliuolo – ma sono sicuro che per luglio ed agosto riusciremo a mitigare questo impatto. Siamo a 40milioni e 700mila somministrazioni, il 49% di italiani sono stati raggiunti da una prima dose“. Per il commissario “dobbiamo tendere al massimo possibile e arrivare all’80% per settembre, secondo prescrizioni scientifiche e cliniche. Da lunedì scorso abbiamo costantemente superato le 550mila dosi al giorno, il target di questa settimana e mi ritengo abbastanza soddisfatto. Ringrazio anche io tutti coloro i quali incessantemente stanno operando, ora abbiamo anche i medici di medicina generale, i farmacisti e i pediatri, che ci daranno modo di continuare al meglio anche quando gli hub saranno ridotti di numero”, ha concluso Figliuolo.

LEGGI ANCHE: L’appello degli scienziati al governo: “Per giovani con Astrazeneca e J&J più rischi che benefici”

“NEL TERZO TRIMESTRE 15 MILIONI DI DOSI DI ASTRAZENECA”

“La previsione per il trimestre corrente è 9,5 milioni di dosi da AstraZeneca e ne dovrebbero arrivare altre da settembre in avanti. Arriveremo quindi a 15 milioni da questo produttore per il terzo trimestre. Utilizzeremo tutte queste dosi secondo le nuove indicazioni e se altre dovessero rimanere inutilizzate potrebbero essere rese disponibili per il programma Covax”. Lo dichiara il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario, in occasione della conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale e sull’andamento epidemiologico.

SPERANZA: “AGIREMO IN MODO PERENTORIO, DOBBIAMO ACCELERARE ANCORA”

“Per quanto riguarda le raccomandazioni su AstraZeneca, che arriveranno dal Cts, saranno tradotte dal governo in modo perentorio, non solo come raccomandazione”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione della conferenza stampa oggi di aggiornamento sulla campagna vaccinale e sull’andamento epidemiologico. All’evento, in corso presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, hanno partecipato anche il Commissario straordinario, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), Franco Locatelli, e il portavoce del Cts, Silvio Brusaferro. “Ringrazio gli italiani che stanno aderendo in maniera assolutamente significativa a questa campagna di vaccinazione, siamo quasi a un italiano su due che ha avuto la prima dose, ormai manca davvero poco”, ha proseguito il ministro. Che però ha ricordato: “Dobbiamo ancora accelerare perché questo è lo strumento fondamentale che noi abbiamo per chiudere questa stagione così difficile”.

“SIAMO SOTTO I 100 MORTI AL GIORNO GRAZIE AI VACCINI, MA LA SFIDA NON È VINTA”

“Non dobbiamo mai dimenticare le giornate difficilissime in cui il Paese ha contato 700/800, anche 900 decessi al giorno per il Covid. Oggi, ormai da qualche settimana, i dati segnalano anche su quel fronte una riduzione significativa: siamo sotto i 100 decessi al giorno, sono comunque numeri terribili e fino a quando non avremo zero decessi la sfida sarà ancora tutta da giocare. Ma tutto questo, non dobbiamo mai dimenticarlo, avviene grazie ai vaccini”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione della conferenza stampa oggi di aggiornamento sulla campagna vaccinale e sull’andamento epidemiologico. “Per questo noi dobbiamo continuare con il nostro profondo ancoraggio alle indicazioni della comunità scientifica, che chiaramente possono anche evolversi sulla base delle nuove conoscenze. Però i vaccini restano il punto essenziale“, ha concluso il ministro.

LOCATELLI: “TROMBOSI DOPO SECONDA DOSE ASTRAZENECA ESTREMAMENTE RARA”

“All’esito di una valutazione accurata, scrupolosa e meticolosa e alla luce degli studi disponibili, il Cts ha raccomandato di riservare, per le prime dosi, AstraZeneca a persone con età uguale o superiore ai 60. Per coloro che sono sotto i 60 anni, si raccomanda l’uso dei vaccini a Rna. Per quanto pertiene alla seconda dose, per i soggetti che hanno già ricevuto un vaccino a vettore virale, ovvero AstraZeneca, tutti i dati disponibili indicano che i fenomeni trombotici dopo la seconda dose sono straordinariamente rari e nel nostro Paese non ci sono casi riportati. Detto ciò, considerata la possibilità di piattaforme vaccinali alternative ed ispirandosi a principio di massima cautela, come si è sempre fatto, con un’attenzione che definirei suprema con i meccanismi di farmacovigilanza e vaccino sorveglianza, si è deciso di dare raccomandazione alla seconda dose, pur in assenza di segnali di allerta, di considerare la vaccinazione eterologa, ovvero una diversa tipologia di vaccino per coloro che hanno meno di 60 anni“. A dirlo è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, in occasione della conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale e sull’andamento epidemiologico.

LEGGI ANCHE: Toti: “Il Cts diede l’ok per AstraZeneca, la colpa non è delle regioni”

“NUOVE INDICAZIONI SU ASTRAZENECA PERCHÉ È CAMBIATO LO SCENARIO GENERALE”

Locatelli spiega la mutata decisione su AstraZeneca anche a fronte del diverso contesto epidemiologico. “Oggi – spiega – almeno il 45% della popolazione ha ricevuto una dose di vaccino, un italiano su quattro ha completato il ciclo vaccinale. Siamo ai 600 posti letto occupati nelle terapie intensive, quando ad aprile avevamo un valore sei volte superiori: 3700 posti letto occupati. L’altro dato rilevante è che in queste strutture ogni giorno entrano solo 20-25 persone ed è frutto della campagna a cui faceva riferimento il ministro Speranza sui decessi e la circolazione virale. Il rapporto tra tamponi positivi e quelli effettuati è nell’ordine dell’1%. Se guardiamo alla popolazione pediatrica, il numero di nuovi casi sotto i 18 anni è in continua decrescita, grazie alle vaccinazioni e riduzione della circolazione virale. In questo contesto, il Cts, in rapporto con il comitato scientifico di Aifa e con il ministero della salute e la struttura commissariale, ha ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino AstraZeneca: essendo mutato lo scenario epidemiologico e il rapporto benefici derivanti dalle vaccinazioni e dai rischi derivanti dalla somministrazioni, come le trombosi, devono cambiare le indicazioni“, sottolinea Locatelli. Una decisione che tiene conto anche degli studi, conclude il coordinatore del Cts: “Per quanto tutti gli studi condotti sui vaccini in modalità omologa, la reattogenicità e l’immunogenicità indicano che c’è sicurezza ed efficacia anche con la vaccinazione eterologa”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»