Giù le mani dal parco della Vernavola: i cittadini pavesi contro la nuova caserma

manifestazione pavia
In piazza con il comitato di quartiere anche Legambiente, Fridays for future e opposizioni alla giunta Fracassi: no a costruzioni vicine ai 17.000 metri quadri di verde
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Di Giovanni Domaschio

PAVIA – Un comitato di quartiere si mobilita a difesa di circa 17mila metri quadri di verde a Pavia. La manifestazione pacifica che si è svolta ieri pomeriggio al parco della Vernavola è una risposta lampo alla scelta, annunciata pochi giorni fa, di costruire nell’area adiacente a via Cerise, così da adibirla a spazio per la nuova caserma per i Vigili del fuoco pavesi, da molti anni in cerca di una nuova sistemazione.

L’area, in effetti, seppur contigua al parco, enorme polmone verde della zona nord della città lombarda, è di proprietà comunale, ed è edificabile. Gli abitanti dei palazzi circostanti, però, non ci stanno: “Ci sono un sacco di case abbandonate, posti abbandonati, aree dismesse e vogliono deturpare la natura?”, chiede una manifestante. “Al giorno d’oggi, dove andiamo verso un modo di vivere più sano, ci vogliono portare via il verde? Pavia è per metà inabitata, si possono riqualificare la ex Viscosa, la zona Necchi, l’arsenale. Non mi sembra che ci voglia un genio”, sottolinea un altro cittadino presente al raduno. “Penso come genitore che sia un peccato rovinare un’area verde gigantesca come questa”, spiega una dei presenti, arrivata alla manifestazione in compagnia dei suoi due bambini.  

L’obiettivo del neonato Comitato per il verde della Vernavola, infatti, è proprio quello di convincere il Comune, guidato dal sindaco leghista Fabrizio Fracassi, a desistere dall’utilizzare l’area verde per la costruzione della nuova caserma, optando piuttosto per la riqualificazione di altri terreni, anche a costo di sostenere una spesa maggiore. “Riteniamo che scelte di questo tipo debbano essere fatte secondo principi differenti, e non quelli più facili e di opportunità”, afferma Claudio Murru, uno dei fondatori del movimento di residenti, al momento costituito come assemblea ma con la prospettiva di diventare al più presto un comitato anche di fatto.

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Spostando la costruzione della casermaspiega Paolo Zugnoni, altro fondatore del gruppo di protesta- noi speriamo di ottenere due vantaggi: lasciare questo verde alla popolazione e risistemare una qualche altra zona che magari è lasciata un po’ in degrado”.    

A seguire il sit-in dei cittadini sono presenti anche diversi rappresentanti dell’opposizione politica. “È dall’anno scorso che portiamo la questione in consiglio comunale- dichiara Alice Moggi, consigliere comunale di “Pavia a colori”- e abbiamo presentato ancora delle mozioni e degli ordini del giorno, che voteremo nelle prossime riunioni consiliari, per chiedere di togliere quest’area dalla disponibilità (rendendola quindi zona verde non edificabile, ndr)”.

C’è anche Giovanni Fustilla, presidente di Legambiente Pavia, che vede nella partecipazione un cambio di mentalità delle persone: “Questa fetta di verde va protetta– evidenzia Fustilla- non perché è soltanto un piccolo prato, ma perché fa parte di tante fette di verde che comunicano le une con le altre con altre. Se iniziamo a toglierne una qua, una da un’altra parte, una da un’altra ancora, spezziamo l’interconnessione che esiste tra queste aree”.    

“So che riqualificare altre aree costerebbe di più dal punto di vista economico- illustra Marianna, attivista di Fridays For Future– ma bisogna anche pensare alle future generazioni. Anche perché ci sono molti bandi europei e incentivi per chi si impegna veramente a mettere a posto un’area dismessa”. Le suggestioni e i suggerimenti all’amministrazione non mancano insomma. L’importante per i cittadini, come dice il nome della protesta, è: “Giù le mani dalla Vernavola”.

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