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Imprese. Dall’India all’Italia, storie delle donne Pangea

DireDonne e Fondazione Pangea hanno siglato una mediapartnership per diffondere la conoscenza di queste storie e dei progetti che le hanno trasformate
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ROMA – Storie di imprese innovative e di successo. Donne imprenditrici che hanno trovato il modo di far quadrare business, conciliazione con la vita familiare, ecologia e sociale. Valentina Biancospino, che a Roma zona Eur ha la gastronomia bio e vegetale ‘Fresco B.’, e Chiara Bongiovanni, che insieme ad Alessia Battaglia ha lanciato le ‘Pulci volanti’, casa editrice nata per i bambini. Entrambe hanno frequentato il corso di formazione ‘Giovani donne che impresa’ della Fondazione Pangea e alla Dire hanno raccontato perché questa è stata la svolta. Insieme a loro, negli studi dell’agenzia, Smita Premchander, esperta di politiche femminili ed empowerment socio-economico delle donne che con la sua Fondazione in India è partner di Pangea da molti anni, nello specifico per il progetto a Varanasi. E’ la fondatrice e direttrice della Fondazione Sampark partner di Pangea.

“Con Pangea ci siamo conosciuti nel 2005- ha ricordato Smita- All’inizio lavoravamo per 400 donne e sono diventate 14mila, organizzate in piccoli gruppi di 15-20, che si incontravano ogni settimana, accantonavano ‘mezzo pound’ per poi maturare un capitale complessivo”. Sono “vere e proprie cooperative per il mutuo finanziamento ed è stato lanciato ora un nuovo progetto a Varanasi dove lavoriamo con 1.000 donne. E’ una realtà difficile perché qui le donne sono molto piu’ povere e l’alleanza con Pangea non è solo volta allo sviluppo economico, ma anche all’empowerment sociale”.

CONCILIARE LAVORO E VITA PRIVATA

Dall’India all’Italia, in una condizione socio-economica completamente diversa, i problemi sul lavoro per le donne sono legati alla conciliazione con i ritmi della vita privata. Infatti, a dispetto di quello che dicevano alcune compagne di corso, “chiudo ‘Fresco B.’ – questo il nome del locale che Valentina Biancospino ha aperto 2 anni fa – ogni giorno alle 16, perché sono una mamma. Ho conosciuto Pangea 3 anni fa e grazie al corso di formazione il mio progetto ha preso forma. Sono una donna lavoratrice e sono una mamma” e con il ristorante “sono riuscita a trasmettere consapevolezza alimentare: piatti di qualità massima, solo biologici, bei colori e sapori, dal formaggio di mandorla al cous cous di cavolfiore”.

Poi ci sono le ‘Pulci Volanti’ di Chiara Bongiovanni, educatrice e illustratrice per bambini che della sua esperienza ha ricordato anche l’importanza di aver potuto “accedere al microcredito di Banca Etica grazie al supporto di Pangea: un elemento per noi fondamentale” che ha permesso a questa casa editrice di sbarcare sul mercato. Sono libri speciali che Chiara ha definito “pulciosi”. “Sono fatti di carta proveniente da foreste controllate e non sbiancata, stampati da tipografie che hanno la certificazione ecologica su tutta la filiera” e alcuni libri “vengono rilegati in carcere” e sono sempre pensati come “strumenti interattivi”. Sociale, ecologia ed educazione stanno così insieme e ogni bambino in questi libri puo’ leggere la sua storia, immaginarla, viverla da protagonista come accade nei “Sognaliberi”: libri non rilegati con pagine e titoli che si possono comporre in un mosaico libero.

“Pangea è credere nella sostenibilità, nell’organizzazione delle donne- in questa modalità di gruppi ad esempio- che possono così cooperare a livelli sempre più alti e quando le donne iniziano ad avere capitale nelle loro mani cominciano ad avere voce e insieme il loro potere è più forte” ha spiegato Smita Premchander, sottolineando che lo sviluppo promosso dalla Fondazione “non è solo economico e per questo ha un percorso difficile, fatto anche di cadute”, ma proprio così “le donne imparano a supportarsi a vicenda”.

Proprio come le ‘Pulci volanti’ di Chiara Bongiovanni che “possono arrivare ovunque, dando le ali anche a chi spesso non le ha”. Progetti ambiziosi perché “un’impresa è come un secondo figlio- ha detto Valentina Biancospino- ma si puo’ conciliare tutto pianificando e scegliendo” e si puo’ imparare a farlo perché “Pangea conosce bene le donne”.

LA MEDIAPARTNERSHIP TRA DIREDONNE E FONDAZIONE PANGEA

DireDonne e Fondazione Pangea hanno siglato una mediapartnership per diffondere la conoscenza di queste storie e dei progetti che le hanno trasformate. Come ha spiegato la vicepresidente della Fondazione Pangea, Simona Lanzoni, “uno dei modi in cui la donna puo’ realizzarsi è attraverso l’impresa e il microcredito serve a motivarle e focalizzarle. Pangea non si occupa solo del contrasto alla violenza, vogliamo comunicare che le donne ‘possono'”.

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