Imprese, think tank a Milano: “La nuova rivoluzione è quella per la sostenibilità”

I primi anni del ventunesimo secolo vedono irrompere le questioni della sostenibilità ambientale, non più tema ambientale ma economico, sociale e politico
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Una rivoluzione epocale, “assimilabile solo alla rivoluzione industriale”. I primi anni del ventunesimo secolo vedono irrompere le questioni della sostenibilità ambientale, non più tema ambientale ma economico, dunque sociale, dunque politico. Ecco perché è utile il confronto tra più attori e #Tavololombardia19, convegno promosso da Icom con la collaborazione della Regione Lombardia e di partner come Terna e A2A, è nato proprio per mettere assieme le diverse voci che sono parte attiva in questa sfida, per elaborare insieme nuovi modelli efficaci di sviluppo sostenibile e superare quelle che sono ancora le tante difficoltà che zavorrano la svolta.

“La Lombardia deve essere in grado per prima di raccogliere la sfida dell’economia circolare”, esorta l’assessore al Clima lombardo Raffaele Cattaneo, e non possono più bastarle i risultati eccellenti su quella tradizionale. Per Cattaneo ormai al tema dell’ambiente si legano concetti come investimenti finanziari, innovazione tecnologica, “il grande cambiamento sull’onda della decarbonizzazione” con la sostituzione di fonti fossili con fonti rinnovabili. Ma soprattutto, “la necessità di riutilizzare la materia all’infinito”.

Per il presidente di Ance Lombardia Luca Guffanti, il nuovo modello di sviluppo ‘verde’ lombardo potrebbe comportare notevoli vantaggi anche per quanto riguarda l’edilizia. “Da una parte la riqualificazione di tutte le aree dismesse consentirà di avviare tutte quelle bonifiche che oggi sono latenti su tutto il territorio lombardo”, dice il numero uno regionale dell’associazione edili. Dall’altra invece “la riqualificazione degli edifici non più energeticamente efficienti porterà a un migliore impatto sull’aria che respiriamo“, afferma il numero uno regionale Ance.

Non è però ancora tutto rosa e fiori, nel senso che il progetto condiviso di economia circolare è ancora teorico, e per Guffanti “ha bisogno di normative pratiche”. Ad esempio, per il presidente lombardo dell’Ance si potrebbe obbligare o invitare tramite incentivi a utilizzare il materiale riciclato indicandolo nei bandi di gara, cosa che ancora non avviene.

Durante l’incontro si è parlato di tutte le politiche intraprese dalla Regione Lombardia, descrivendo il piano regionale dei rifiuti (tema su cui la Lombardia vanta ottimi numeri per produzione differenziata risalenti al 2017, circa il 70% del totale) e quello per la qualità dell’aria.

Tema centrale è stato ovviamente il ragionamento sull’economia circolare e sulle fonte di energia rinnovabili, che a breve sostituiranno quelle a origine fossile. Ecco perché oltre ad associazioni e istituzioni un ruolo vocale può essere rivestito da imprese come Terna, oggi rappresentata dal responsabile degli investimenti, Stefano Tosi.

Questa per Tosi altro non è “una transizione indotta sia dagli obiettivi della Commissione europea- dice- sia dalla strategia nazionale che ha posto obiettivi precisi circa il maggior uso di energie rinnovabili“.

Questo ovviamente “passa attraverso non soltanto nuovi impianti rinnovabili- sottolinea il rappresentante di Terna- ma anche strumenti in grado di gestire questa nuova energia come ad esempio gli impianti di stoccaggio”, impianti che “via via saranno individuati da Terna sul territorio nazionale”, come assicura lo stesso Tosi.

ENERGIA. TOSI: TERNA DEVE ESSERE TRAINO TRANSIZIONE

Terna deve farsi trainante della transizione energetica che porterà sempre a una maggiore decarbonizzazione e sempre a un maggior uso delle energie rinnovabili uniti a una sempre minore immissione di anidride carbonica nell’ambiente”. Parola di Stefano Tosi, responsabile investimenti di Terna, ospite del convegno promosso da Icom a Palazzo Pirelli, ove vari soggetti istituzionali e non si sono confrontati sui modelli di sviluppo sostenibile.

“Per fare questo Terna ha bisogno di potenziare la propria rete e di razionalizzare le proprie infrastrutture sul territorio- ricorda Tosi- tutto nel rispetto dell’ambiente e delle popolazioni locali che sono continuamente coinvolte nel processo con una concertazione continua”.

AMBIENTE. CATTANEO: PONE PROBLEMI CHE NON SI RISOLVONO CON LEGGI

“Non si fa questo cambiamento per decreto e non si fa approvando una legge. Lo si fa costruendo consapevolezza comune e orientando il comportamento di migliaia di soggetti”. Lo sottolinea l’assessore lombardo al Clima, Raffaele Cattaneo, protagonista insieme ad altri del convegno #Tavololombardia19, una tavola rotonda promossa da Icom (Istituto per la competitività) e andata in scena al Pirellone.

Questi problemi di natura ambientale per Cattaneo hanno infatti bisogno sì di una dimensione globale, “ma al contempo devono aver bisogno di azioni locali per radicarsi sul territorio“.

Per l’assessore lombardo “il governo di un processo così non può calarsi dall’alto ma ha bisogno di tanti attori diversi e deve essere costruito dal basso- chiude- per questo sono fondamentali momenti di confronto”.

AMBIENTE. DA EMPOLI: LOMBARDIA VIRTUOSA MA PUÒ MIGLIORARE

A detta del presidente Icom Stefano Da Empoli la gestione dei rifiuti lombarda “ha trend positivi, perché la regione terza in Italia per raccolta differenziata“. Da Empoli lo afferma a margine del convegno al Pirellone intitolato #Tavololombardia19 e promosso proprio da Icom istituto per la competitività, dove diversi attori del mondo istituzionale (presente anche l’assessore lombardo al clima Raffaele Cattaneo) si sono riuniti per discutere di nuovi modelli di sviluppo sostenibile.

Per Da Empoli, la necessità “in un’ottica di economia circolare e ragionando sui riutilizzi di quello che viene differenziato” è quella di “porsi delle domande per rendere più efficiente ciò che già si sta facendo di buono sul territorio. Su questo è già stato istituito un tavolo a tema con gli stakeholder- assicura il presidente di Icom- alcuni dei quali sono presenti qui a Palazzo Pirelli”.

AUTONOMIA. ANCE LOMBARDIA: SERVE AL NORD, MA DARÀ VANTAGGI A TUTTI

La Lombardia e più in generale la macro-area del nord Italia ha bisogno di autonomia perché ha problemi specifici dati da alcune peculiarità (“densità di popolazione, di investimenti produttivi e di traffico”) che non sono presenti altrove nel paese. La pensa così Luca Guffanti, numero uno lombardo di Ance, l’associazione dei costruttori edili.

Guffanti è stato oggi ospite del convegno #Tavololombardia19 promosso da Icom, istituto per la competitività, a Palazzo Pirelli e all’interno del quale si è parlato di nuovi modelli di sviluppo sostenibile. E ha insistito sul tema autonomia dicendo che “la possibilità che alcuni territori possano strutturarsi in maniera più veloce e più autonoma rispetto agli altri può essere qualcosa di positivo”. Questo ovviamente “non deve essere inteso come la volontà di alcuni territori più sviluppati di sganciarsi dagli altri“, puntualizza.

“Anzi, più i territori competitivi possono giocarsi la partita a livello internazionale (perché quella è la sfida)- chiude Guffanti- tanto più ci potranno essere risorse da ridistribuire in maniera più equa su tutto il territorio nazionale“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

11 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»