Centri commerciali in protesta: “Riaprire nei weekend e festivi”

centro_commerciale_negozio_imago
Saracinesche abbassate nei punti vendita dei 1.300 centri commerciali d'Italia
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Protesta nei punti vendita dei 1.300 centri commerciali d’Italia, che oggi hanno abbassato simbolicamente le saracinesche per alcuni minuti contro la chiusura nei weekend e nei giorni festivi. “Il successo della nostra iniziativa di protesta, promossa oggi insieme alle altre principali sigle del commercio su 1.300 centri commerciali sul territorio nazionale, testimonia la volontà del nostro settore, sebbene compromesso da oltre un anno di chiusure forzate, di non arrendersi e far valere i propri diritti in un momento cruciale per la ripartenza del Paese”, ha detto Roberto Zoia, presidente del CNCC-Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, il quale, assieme ad una delegazione del CNCC e delle altre Associazioni del commercio, ha partecipato questa mattina a diversi incontri con esponenti di forze politiche a Roma per discutere delle misure restrittive imposte sul settore dei centri commerciali e per chiedere l’immediata riapertura dei negozi nei giorni festivi e pre-festivi.

“L’importanza che la nostra industria riveste dal punto economico e occupazionale, con 800.000 lavoratori solo nei centri commerciali, non deve e non può più essere trascurata dal Governo. L’attenzione che oggi tutte le forze politiche ci hanno voluto dedicare è un segnale incoraggiante. Confidiamo che questa giornata, in cui la voce del commercio si è fatta sentire su più fronti con forza e in modo coeso, potrà permetterci di avere risposte certe con l’immediata riapertura dei centri commerciali nei festivi e pre-festivi. Da parte nostra, continueremo a garantire la massima sicurezza delle nostre strutture con protocolli rigorosi per la massima tutela della salute di tutti i cittadini e a ribadire la messa a disposizione dei nostri spazi da adibire ad hub vaccinali”, ha concluso Zoia.

BOSCHI: “RIAPRIRE IN SICUREZZA I CENTRI COMMERCIALI

“Questa mattina abbiamo incontrato la rete dei centri commerciali. Come Italia Viva chiediamo da tempo le riaperture anche nei festivi e prefestivi. Non hanno senso differenziazioni tra aperture dei centri commerciali e nei centri storici. Riaprire in sicurezza si può”. Lo scrive in un tweet Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva.

CRIMI: “NON VEDO OSTACOLI A RIAPERTURA CENTRI COMMERCIALI

“Oggi sui centri commerciali non vedo ostacoli rispetto a una ripartenza. Ovviamente va fatta una verifica tecnica da parte degli organi scientifici preposti. L’indirizzo sulle riaperture è stato preso ed è in una chiave ragionata e oculata”. Lo ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi durante un’incontro presso l’Hotel Nazionale con i vertici delle principali associazioni rappresentative delle categorie del commercio sul tema delle chiusura nel fine settimana dei centri commerciali. “Ho apprezzato- ha detto Crimi- i toni sempre opportuni che avete sempre tenuto, pur nelle difficoltà durante tutto il periodo nel quale siete stati investiti dal Covid. I rilievi e le preoccupazioni esposte sono più che comprensibili e le teniamo sempre in considerazione”.

Sul tema dei sostegni alle imprese il capo politico del Movimento è consapevole che “il cambio di governo non ha aiutato a gestire al meglio il processo, determinando un rallentamento, ma oggi si sta ricominciando a correre in questo senso”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»