Coronavirus, in Lombardia arriva la banca del plasma iperimmune con le donazioni dei guariti

Si e' conclusa la sperimentazione dei test sierologici condotta dal San Matteo di Pavia
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MILANO – Una banca di plasma iperimmune composta dalle donazioni dei guariti lombardi dal virus. Sangue che, una volta raccolto, consentira’ di provare a contrastare il contagio sulle categorie che andranno definite. Si e’ conclusa la sperimentazione dei test sierologici condotta dal San Matteo di Pavia, che consentira’ alla Regione Lombardia da qui ai prossimi giorni di definire il protocollo delle donazioni di sangue composto con anticorpi sufficienti a eliminare il covid.

“Definito questo protocollo”, come afferma l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera, si iniziera’ dai guariti, “perche’ siamo la regione che ha avuto il maggior numero di contagi, il maggior numero di ricoverati e il maggior numero di guariti”. In sostanza, tutte le Asst richiameranno le persone guarite affinche’ vengano a donare il plasma. “Per prima cosa si verifichera’ il livello di forza degli anticorpi nelle persone. Individuati quelli che ne hanno la capacita’ verra’ richiesto di fare la donazione”.

Dopodiche’ si troveranno gli immunizzati dalla platea di 500.000 persone testate in questo periodo (36.000 attuali) tra operatori sanitari, infermieri dell’assistenza domiciliare, operatori sociosanitari e una serie di categorie, oltre alle persone che hanno smaltito il covid a casa, a cui, come sottolinea Gallera, si chiedera’ di donare il sangue.

“Il secondo passo sara’ quello dei donatori Avis delle aree piu’ colpite, come Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona”, dice l’assessore, a cui verra’ fatto il test sierologico, e poi una parte di quel sangue verra’ utilizzato per comporre il plasma iperimmune. Oltre alla banca che verra’ messa a disposizione in caso di altre ondate, l’idea e’ di estendere a tutta la regione su fasce di pazienti diversi di inizare a provare plasma come cura.

FONTANA: SPERIMENTAZIONE SARA’ ESTESA IN TUTTA ITALIA

I risultati dello ‘studio pilota’ condotto dall’Irccs San Matteo di Pavia, applicato anche dall’ospedale ‘Carlo Poma’ di Mantova, come afferma il presidente lombardo Attilio Fontana, “accendono una grande speranza per contrastare il coronavirus”.

“Oggi e’ un giorno importante per la Lombardia”, afferma il presidente, perche’ e’ la prima regione in Italia ad aver completato una sperimentazione sull’utilizzo del plasma iperimmune.

Una sperimentazione che “verra’ condivisa con altre regioni italiane e all’estero”, soprattutto con gli Stati Uniti, i quali lo stanno gia’ utilizzando nelle loro strutture sanitarie.

“Questa mattina ho avuto un colloquio con il ministro Speranza, che ha confermato la grande attenzione del Governo nei confronti dello studio del San Matteo di Pavia”. Una sperimentazione che, come confermato dal presidente il governo “intende estendere su tutto il territorio nazionale”.

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