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Fase 2, a Firenze Nardella propone orari sfasati per i negozi

Il sindaco di Firenze conferma l'intenzione di destinare suolo pubblico a ristoranti, bar e locali. E vorrebbe riaprire le scuole almeno per qualche giorno
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FIRENZE – A Firenze “stiamo organizzando gli orari di ingresso sfalsati nelle fabbriche e nelle aziende”, ma “anche nei negozi e nei centri commerciali”, ovvero “fasce di orari per aperture differenziate“, così da “evitare la ressa sia sui mezzi pubblici, che in generale nella città”. L’idea nata per aziende con oltre 50 dipendenti e per gli enti pubblici più ‘pesanti’, come il Comune che conta oltre 4.000 addetti, si dovrebbe estendere anche al commercio, come rivela il sindaco Dario Nardella intervenendo a ‘Un giorno da pecora’, su Radio 1.

E mentre per le fabbriche e gli uffici Palazzo Vecchio si sta muovendo indicativamente su tre fasce (7-8, 8-9, 9-10), sul versante commerciale non ci sono ancora orari altrettanto definiti, anche se Nardella immagina aperture “in serata”. Certo, spiega, “dovremo fare accordi con i lavoratori”, tuttavia “mi pare siano tutti molto disponibili”.

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Per quel che riguarda, invece, il dibattito tra Governo e Regioni sulle riaperture ora “non bisogna essere frettolosi. Però ci sono zone dove il contagio è davvero vicino allo zero. Ieri a Firenze abbiamo avuto quattro contagi su 400.000 abitanti. Sono dati effettivamente molto ridotti”. Per questo, “io sarei per aspettare questa settimana, perché la riapertura del 4 maggio potrebbe avere delle conseguenze sui contagi” e “se vediamo che la situazione tutto sommato è molto vicina a zero” positivi “in molte regioni, sarebbe ragionevole riaprire”. Del resto a Firenze “siamo pronti ad aprire, abbiamo previsto tutti i protocolli”. Qui, ci sono “molte aree pedonali” e “vogliamo dare gratuitamente suolo pubblico in più a ristoranti, bar e locali“, ribadisce sull’iniziativa a cui sta lavorando l’assessore al Commercio e alle Attività produttive, Federico Gianassi. Per quanto riguarda, poi, “i parrucchieri c’è grande richiesta, ma questo dipende dal governo”, ma anche qui “forse si può anche anticipare la data” della loro ripartenza.

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Restando sul tema, Nardella conclude tornando su un suo pallino: la scuola. “Si parla di riaperture, su tutto, ma purtroppo è l’ultima ad aprire e io francamente questa cosa continuo a non capirla”. In classe si tornerà a settembre, “purtroppo sì”, continua. “Se però i dati epidemiologici dovessero veramente avvicinarsi allo zero, forse qualche giorno si potrebbe anche aprire, almeno per dare agli studenti la soddisfazione di salutare compagni ed insegnanti. Cioè, stiamo ragionando di aprire tutto, teatri, cinema, negozi, parrucchieri, ed è curioso che proprio sulle scuole ci sia un muro”.

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