Migranti, il M5s dice no alla regolarizzazione dei braccianti: “Nessuna sanatoria per i caporali”

L'accordo, dato per chiuso da Pd e Iv, prevede la regolarizzazione temporanea di 500 mila lavoratori
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ROMA – Un accordo ‘difficile’ al punto da essere contestato anche quando lo si da’ per raggiunto. Nella intricata storia del dl rilancio, la regolarizzazione dei lavoratori migranti e’ un capitolo a se’.

Secondo fonti dem e Italia Viva nel corso della notte si e’ messa nero su bianco un’intesa che consentira’ di riconoscere un permesso di soggiorno di sei mesi a circa 500mila migranti, tra braccianti, raccoglitori e lavoratori domestici.

Oltre al permesso finalizzato alla ricerca del lavoro, con la verifica dell’Ispettorato del lavoro, sara’ riconosciuta al datore di lavoro la possibilita’ di far emergere lavoro nero, godendo in questo modo di uno scudo penale e amministrativo. I lavoratori otterranno un permesso di soggiorno della durata del contratto riconosciuto.

Ma proprio mentre filtrano indiscrezioni sull’accordo, una nota dei Cinque stelle sembra rimettere tutto in discussione. Il partito di Vito Crimi dice ‘no’ ad una “sanatoria indiscriminata”. “Non riteniamo questa una soluzione che possa rispondere alle reali esigenze delle nostre aziende del settore agroalimentare. Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa”, si legge in una nota.

Per i M5s, inoltre, resta “confermato il fermo ‘no’ rispetto a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi. Non possiamo immaginare che possa farla franca chi si e’ macchiato di caporalato, di sfruttamento delle persone”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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