Fase 2, Todde: “Le donne pagano per un modello lavorativo che non le premia”

Intervista alla sottosegretaria al Mise Alessandra Todde su mondo del lavoro, carriere femminili e su cosa cambiare per scongiurare ulteriori diseguaglianze
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ROMA – “Le donne stanno pagando duramente il Covid19, tra smart working, ripartenza lavorativa e famiglia e questo perché abbiamo un modello lavorativo che non solo le donne non le premia, ma le tiene sempre marginali e non le valorizza”. Alessandra Todde, sottosegretaria al MISE, intervistata da DireDonne, ha parlato a tutto tondo del mondo del lavoro, delle carriere femminili e di cosa cambiare per scongiurare rischi e ulteriori diseguaglianze, soprattutto da cosa partire per trasformare ciò che non funziona.

Anche a proposito della carriera la Sottosegretaria, attingendo dalla propria esperienza di formazione come ingegnera informatica e di manager, ha sottolineato l’importanza che le stesse donne siano “instradate, perché hanno limitazioni nell’idea che la famiglia sia un ostacolo, quando invece è un’esperienza che può portare managerialità“.

Per questa ragione spesso le professioni con più appeal manageriale “sono quelle meno percorse dalle donne. Mi sono impegnata- ha dichiarato Todde- per valorizzare le materie STEM e avvicinarle alle ragazze. Le bambine non hanno pregiudizio e si avvicinano con curiosità e ottimi risultati, la moria avviene tra i 13 e i 17 anni perché subentrano modelli culturali. Il primo punto è proprio rompere questo tipo di barriera”.

Non ultimo il fatto che gli uomini, “rapportandosi con capi uomini” risultino essere “svincolati” rispetto alle colleghe donne, innescando “un rapporto di cameratismo“, mentre “le donne- ha ammesso la Sottosegretaria- non lavorano con le donne e questo è un problema che deve essere superato”.

Sulla maggiore presenza delle donne nella Task Force, su cui il governo si è impegnato dopo le numerose polemiche, la Sottosegretaria Todde ha ribadito: “Bisogna insistere per rappresentare le donne”, non farlo “è un impoverimento, siamo le regine del pensiero laterale e non portare le donne nelle situazioni di emergenza è una grandissima perdita”.

“DEVE ESSERE PERCEPITO IL VALORE DELLA GOLFO-MOSCA”

A febbraio lo studio dell’Osservatorio Cerved- Fondazione Bellisario sui risultati della Legge Golfo Mosca (120/2011), che prevede le quota rosa nei CDA delle aziende quotate, ha mostrato come le norme non siano state sufficienti a ridurre i differenziali di genere, non generando alcun effetto a cascata nel mondo dell’impresa tout court. La Sottosegretaria Alessandra Todde, intervistata da DireDonne sul tema delle carriere femminili, ha rivendicato le quote rosa sottolineando che “vanno perseguite perchè come donne siamo una minoranza, ma non si può solo imporre se non per cercare di recuperare delle posizioni, perchè se non diventa normalità e percezione di valore il cambiamento non può avvenire”.

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E ha aggiunto: “Avere una donna in posizioni apicali è una ricchezza infinita, perchè ha punti di vista che sono completamente diversi dall’universo maschile. Vengo dal mondo della tecnologica- ha ricordato Todde- se questi processi, che ci guidano sempre di più, vengono pensati solo dagli uomini, manca una visione completa”.

“GAP SALARIALE? CHIEDERE SENZA PAURA”

“Gli strumenti normativi sono utili, ma i al MISE mi occupo di attuazione e mi sono resa conto che aldilà delle norme, se non c’è terreno fertile, le cose non accadono”. E’ la risposta della sottosegretaria Alessandra Todde sul tema della disparità salariale che colpisce le donne.

“Le donne- ha ribadito- devono imparare a chiedere e non devono aver paura di rivendicare posizioni“. Anche in questo c’è un “tema di condizionamento culturale e di trasformazione”. Non basta l’aspetto normativo, perché si tratterebbe sempre, ha concluso, “del solito ciclo dell’imposizione”.

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11 Maggio 2020
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