Piano regolatore, Titano più green e connesso a Rimini

SAN MARINO – Sarà una San Marino più verde, attenta alla sostenibilità ambientale, ma anche più accessibile dalla riviera romagnola, collegata in modo più rapido con Rimini e con l’aeroporto, con strade più sicure. Un Paese che crede sul serio nell’agricoltura, investendo i suoi terreni agricoli nel biologico, ma allo stesso tempo all’avanguardia nella ricerca e nell’industria 4.0. Sono solo alcune delle direttive su cui si baserà lo studio Boeri nella redazione del Piano regolatore generale del Titano: ad illustrare ai sammarinesi i “10 pilastri” della programmazione territoriale sammarinese è stato ieri sera lo stesso architetto pioniere del ‘bosco verticale‘, Stefano Boeri, insieme al suo staff e ai partner dello studio, dal Kursaal. Primo punto: la complementarietà tra poli urbani e castelli. “Vogliamo passare dalla concezione di un’autonomia funzionale di ogni Castello- spiega Boeri- a un territorio policentrico, basato sul principio di complementarietà, valorizzando le proprie caratteristiche peculiari e aspirazioni”. Quindi il futuro Prg punterà al potenziamento delle sinergie dell’ecosistema naturale, mentre terzo pilastro è la messa in sicurezza del territorio.

La questione sismica è una questione fondamentale“, sostiene Boeri, ma anche da considerare, aggiunge, sono il rischio idrogeologico e quello legato ai fenomeni di erosione. Secondo le stime fatte dallo studio, il 2% do infrastrutture e il 9% di edifici si trovano infatti “in aree a rischio“. Tra le azioni proposte per rendere il Titano più sicuro: redigere uno studio geologico, il coordinamento del Prg con il piano di bonifica delle aree calanchive, la messa in sicurezza del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente, il ricorso ad incentivi per il trasferimento delle volumetrie dalle zone più a rischio, infine contenimento del consumo di suolo. Quarto pilastro riguarda invece la valorizzazione del ciclo dell’alimentazione: dalla coltivazione alla lavorazione dei prodotti agricoli, fino alla loro commercializzazione e all’ alimentazione, per concludere con il recupero o trattamento degli scarti. “Quello agricolo è un patrimonio sottovalutato a San Marino– spiega Boeri- da attività di attesa deve passare a presenza effettiva, da agricoltura di ‘attesa’ si deve passare a una agricoltura attiva, basata sul principio della biodiversità, grazie anche all’estensione di quella biologica”. Quindi pilatro è l’autonomia energetica: per Boeri su questo fronte è necessaria una svolta: “San Marino può essere uno Stato europeo ‘modello’, autosufficiente e all’avanguardia nell’utilizzo dell’energia pulita”.

A illustrare il sesto pilastro, “mobilità sostenibile e accessibilità” è Federico Cassani, per Mobility chain, partner di Boeri. A riguardo, il tema dei temi è quello della superstrada che deve essere rivista. “E’ la grande porta di accesso, ma ha caratteristiche variegate, a tratti è puramente urbana, ha poi uno straordinario effetto-barriera che determina la segregazione di due lati del percorso, crea disordine, ci sono parcheggi sulla strada, non ci sono semafori, si registra una carenza qualitativa. Altra criticità per la mobilità interna è rappresentato dal trasporto pubblico: da un lato c’è la funivia che trasporta mezzo milioni di turisti l’anno, dall’altra un sistema di trasporto che, pur se capillare e puntuale sul territorio, arriva a 85 mila passeggeri l’anno, 4 passeggeri a veicolo. Per Cassani, “bisogna ripensare completamente il servizio”. Altra situazione problematica è l’accessibilità del centro storico. Di fronte a tutte queste criticità, come trasformare San Marino in u modello internazionale per la mobilità sostenibile? Le azioni proposte dagli esperti toccano il tema delle connessioni internazionali:”C’è bisogno di una connessione strategica con la costa, l’aeroporto, il sistema di Rimini e la città adriatica che sia concorrenziale all’utilizzo dell’automobile e crei allo stesso tempo un flusso turistico”. D qui la necessità di “studiare un grande sistema di connessione pubblica con la città di Rimini“.

Quindi il tema della mobilità sicura: “Bisogna ragionare su come creare un sistema che non sia ‘autocentrico’, quindi piste ciclabili, connessioni pedonali, marciapiedi accessibili per tutti”, mentre oggi solo il 30% delle strade sammarinesi hanno marciapiedi. Quindi ripensare il sistema di trasporto pubblico “gerarchizzato”, aggiornare il parco mezzi con una flotta elettrica, servizi on demand, razionalizzare il sistema della sosta in centro diversificando le tariffe, creare un nuovo attrattore in piazza della stazione. I successivi pilastri riguardano i settori economici: il turismo diversificato, perchè non sia più giornaliero e da mordi e fuggi, università e ricerca, quindi industria 4.0. Infine, il decimo pilatro riguarda la politica estera: lo studio Boeri propone di valorizzare la posizione strategica di San Marino, “isola della città adriatica e porta del dorsale appenninico”.

11 Maggio 2017
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