Brescello, paura tra i dipendenti comunali: “Non so, non dico”

REGGIO EMILIA - C'è paura tra i dipendenti del
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REGGIO EMILIA – C’è paura tra i dipendenti del Comune di Brescello, il paese in provincia di Reggio Emilia sciolto per mafia meno di un mese fa. Timore ma anche omertà. O almeno questo è quello che sembra di capire leggendo le conclusioni della relazione della Prefettura di Reggio Emilia su Brescello. I dipendenti comunali, infatti, a quanto ricostruisce la Prefettura, non si sono mossi da una posizione di “inconsapevolezza”, in certi casi mista a “timore”, verso il tema ‘mafia’. Avevate paura? Vi siete resi conto del pericolo? Questo è stato chiesto loro, ma la maggior parte ha spiegato di non essersi preoccupato più di tanto della cosa. E più di uno di loro è stato evasivo o si è rifiutato di rispondere.

brescello2Ecco il passaggio della relazione della Prefettura: “Ancora oggi, e questo è il dato preoccupante, anche i dipendenti comunali che hanno interagito con la commissione o i tecnici interpellati ai quali è stato chiesto se in Comune aleggiasse la percezione di un potenziale pericolo, rappresentato dalla mafia o dalla presenza di soggetti incriminati per associazione a delinquere di stampo mafioso, hanno tutti in linea di massima affermato di non aver avvertito l’esigenza di cautelarsi dal fenomeno“. A questo proposito è “emblematico- si legge ancora nella relazione- l’atteggiamento del personale del Comune di Brescello, apparso ancorato a quella che sembra essere una posizione di inconsapevolezza, in taluni casi mista a timore, verso l’argomento criminalità organizzata“. Al riguardo, si legge nel documento, “sembra significativo quanto riferito da un dipendente dell’area tecnica del Comune alla commissione che, sull’argomento rispose: ‘No comment. Non intendo essere implicato in queste cose. Non intendo dire nulla’“.

di Mattia Caiulo, giornalista

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