L’appello di Grasso: accogliere i migranti, ma stabilizzare anche la Libia

[caption id="attachment_1771" align="alignleft" width="300"] P. Grasso[/caption] "Credo che sia importante
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P. Grasso
P. Grasso

“Credo che sia importante partire dalla consapevolezza che non siamo in grado di stabilizzare rapidamente i focolai di guerra in Siria, in Libia, in Yemen e altrove; e di determinare presto condizioni di vita e governo accettabili in Somalia, in Eritrea e in altri luoghi. Questa marea umana quindi non potrà cessare in tempi brevi”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo all’assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo – II Summit dei Presidenti, sul tema ‘Immigrazione, asilo e diritti umani nella Regione Euro-Mediterranea”.

Noi nel frattempo, prosegue, “possiamo fare alcune cose importanti: per prima cosa soccorrere chi fugge da violenze, fame e disperazione e garantire accoglienza ai profughi (sono un milione secondo stime delle Nazioni Unite), che in questo momento si trovano sulla sponda sud e attendono di tentare la traversata. Nel frattempo, occorre dare avvio ad una profonda azione di stabilizzazione politica delle crisi, a partire dalla Libia, e di sostegno allo sviluppo”.

“La tragedia che lo scorso aprile si è verificata nelle acque del Canale di Sicilia, seguita, a poche ore di distanza e senza interruzione fino ai giorni scorsi, da altri naufragi sulla costa di Rodi e al largo della Libia- ha concluso Grasso- hanno rivelato agli occhi del mondo la gravità della catastrofe umanitaria in corso e la nostra collettiva responsabilità. Il dolore, lo sgomento e la vergogna che tutti proviamo ci impone, cari colleghi, di onorare le vite che sono state inghiottite dal nostro Mare facendo seguire al turbamento delle coscienze e ai sentimenti di umana pietà, azioni perché questo non accada mai più. Il che richiede per prima cosa la comprensione delle dinamiche più profonde dei fenomeni in corso e delle loro cause immediate e remote, attraverso diverse chiavi di lettura: storiche, politiche, geopolitiche, economiche, sociali, giuridiche”.

 

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