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Turchia, Yildiz (Ong): “Erdogan viola diritti, Ue non vuole vedere”

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Arrested Lawyers Initiative: "Sacrifica valori per interesse"
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ROMA -“‘Dittatore’ è un termine politico. Erdogan però è prima di tutto un dirigente che viola i diritti umani, ma sembra che l’Europa non lo voglia vedere”. Così dichiara all’agenzia Dire Ali Yildiz, avvocato e direttore dell’organizzazione Arrested Lawyers Initiative che in Turchia lotta per difendere i diritti di avvocati e magistrati. L’esperto interviene sia sulle accuse lanciate dal premier italiano Mario Draghi al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sia sulla questione del “sofagate”, la poltrona negata alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen nel corso di una conferenza stampa ad Ankara. “Questa faccenda- continua Yildiz- ben rappresenta la vulnerabilità dell’Ue rispetto a un leader politico che normalmente compie abusi sui diritti delle persone, così come il fatto che l’Europa sia pronta a sacrificare i suoi valori in cambio di certi interessi”.

L’organizzazione, dal tentato colpo di stato del 2016 contro il governo di Erdogan, denuncia gli arresti e le incarcerazioni arbitrarie a danno dei dissidenti politici nonché di giornalisti, insegnanti e docenti universitari, difensori dei diritti umani, intellettuali. Sul tema sempre per la Dire la vicepresidente della Federazione italiana diritti umani (Fidu), Eleonora Mongelli, dichiara: “L’episodio della sedia mancante è deplorevole, non perdiamo però di vista i motivi per cui la Turchia dovrebbe essere nei nostri discorsi”. Mongelli denuncia che “la repressione del regime di Erdogan nei confronti di chiunque esprima pacificamente il dissenso ha raggiunto livelli elevatissimi”. Secondo la vicepresidente di Fidu, “i dati raccolti dai nostri partner Arrested Lawyers Initiative, con i quali lavoriamo pubblicando report e facendo pressioni sulle istituzioni per ottenere delle sanzioni mirate, ci dicono che ad oggi si contano 1.600 arresti arbitrari e 450 condanne per ‘terrorismo’”. Secondo Mongelli, “il regime sta lavorando sempre più sul controllo delle professioni, dai giornalisti agli avvocati”. La rappresentante di Fidu aggiunge: “Questa è la strategia dei regimi autoritari per continuare a perpetrare crimini impunemente”. A settembre, era stato denunciato l’arresto di 60 avvocati, ritenuti complici di reati collegati alla legge sull’anti-terrorismo contestati ai loro assistiti. “Gli avvocati non possono essere identificati con i loro clienti o con i casi dei loro clienti nello svolgimento delle proprie funzioni” aveva ricordato Arrested Lawyers Initiative in quell’occasione.

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