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Libia, Gentiloni al governo: “Mai così isolati, cambiate rotta e vi sosterremo”

L'ex premier osserva che queste sono "giornate decisive, l'equilibrio rischia di precipitare in una guerra civile con conseguenze umanitarie disastrose"
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ROMA – “La vera condizione per svolgere un ruolo è a casa nostra, con ‘tanti nemici tanto onore’ avremo un’Italia emarginata, cambiate rotta e se lo fate avrete il nostro pieno sostegno”. Così Paolo Gentiloni si rivolge al governo e alla maggioranza, dopo l’informativa del premier Giuseppe Conte alla Camera sulla Libia.

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L’ex premier osserva che queste sono “giornate decisive, l’equilibrio rischia di precipitare in una guerra civile con conseguenze umanitarie disastrose”. E quindi si rivolge a Conte: “Lei si è presentato come avvocato del populismo sovranista, ma l’interesse nazionale si difende in Libia, non aizzando gli animi a Casal Bruciato o incontrando i gilet gialli”.

Per Gentiloni “l’Italia non deve avallare l’iniziativa di Haftar, deve premere per una soluzione politica” per evitare una guerra, che, avverte il deputato dem, “porterebbe anche conseguenze molto serie in termini migratori”.

Insomma bisogna “recuperare un ruolo cardine per una soluzione politica nell’ambito delle Nazioni unite e questo si può fare a condizione che si coinvolgano gli Stati Uniti che ora non ci sono e poi abbiamo bisogno, udite udite, dell’Unione europea”.

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