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VIDEO | Salario minimo, Nannicini e la proposta Pd: “Nove euro? Non parliamo di cifre, rafforziamo la contrattazione”

ROMA – Il Pd presenta una proposta di legge per il salario minimo e apre alla maggioranza: “Noi ci siamo, vediamo come accolgono il nostro testo”, dice il primo firmatario della proposta, il senatore Tommaso Nannincini, in un’intervista alla Dire.

“La proposta e’ il frutto del lavoro unitario dei senatori del Pd, coi colleghi Patriarca, Laus e Parente. Per noi la via maestra per aumentare i salari e’ rafforzare la contrattazione collettiva”, dice Nannicini.

Non c’e’ la cifra di partenza. I nove euro che sono il cardine della proposta M5s. “E’ pericoloso impiccarsi alle cifre perche’ il rischio e’ che se nella legge la cifra e’ rigida, se e’ troppo alta si crea lavoro nero. Se e’ troppo bassa si crea una fuga dalla contrattazione colettiva, rendendo piu’ deboli i lavoratori. Il salario minimo e’ utile se sta dentro un disegno collettivo che rafforza la contrattazione collettiva”.

Che tipo di meccanismo attivate con la vostra proposta? “Noi partiamo dal concetto di giusta retribuzione, che non e’ un concetto astratto, ma significa che c’e’ una contrattazione collettiva che deve essere forte e chiara, ci devono essere dei criteri di rappresentativita’, si deve sapere chi sono i sindacati maggiormente rappresentativi che valgono per tutti, si deve stoppare la concorrenza sleale di sigle o contratti pirata che poi spingono verso il basso i salari. La legge nel rispetto dell’autonomia delle parti sociali deve dire quali sono le sigle che possono firmare”.

E per chi non e’ coperto dal contratto collettivo? “Ci sara’ un salario minimo fissato da una commissione in cui sono rappresentate le parti sociali. E’ frutto di un lavoro di mesi che attraverso uno sforzo di dialogo anche con le associazioni datoriali ha portato a una riforma organica del nostro sistema di relazioni industriali”, risponde Tommaso Nannicini, senatore del Pd primo firmatario della proposta di legge sul salario minimo.

I Cinque stelle diranno che vi siete venduti ai sindacati. “Noi non ci siamo venduti a nessuno, se non ai problemi del paese. Noi non ci impicchiamo, come fa il governo, alle bandierine ideologiche, al far finta di risolvere i problemi mettendo qualche slogan. Per noi la via maestra per rafforzare i salari dei lavoratori e’ rafforzare la contrattazione collettiva e poi avere si’ un minimo di garanzia laddove la contrattazione collettiva non arriva, ma va fatto tenendo insieme un sistema di relazioni industriali complesso. Non serve scardinare tutto con il mito dell’anno zero che il governo cavalca, i cui risultati si vedono: recessione, meno diritti e piu’ debito pubblico…”.

Fate appello alla maggioranza per un lavoro comune? “Valuteremo. C’e’ una proposta del Pd rispetto alla quale aspettiamo di capire le reazioni della maggioranza. Ce c’e’ , cioe’, un’apertura che consiste nel capire che il problema e’ piu’ ampio e quindi e’ giusto rafforzare il ruolo delle parti sociali nello scrivere le regole della contrattazione collettiva. Se c’e’ questa apertura la valuteremo positivamente. Noi ci siamo. Il tema non e’ solo una bandierina della maggioranza. La tutela del salario e la questione del salario minimo e’ il centro dell’agenda politica del Pd”.

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11 Aprile 2019
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