Esami in 10 giorni, piano della Regione Lazio per abbattere le liste d’attesa

Zingaretti: "Quella delle liste d'attesa nel Lazio è la sfida più importante, una battaglia che vogliamo vincere"
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ROMA – Presa in carico del paziente nelle visite specialistiche, chiusura vietata delle agende nel Recup, blocco dell’intramoenia, esami entro dieci giorni dalla prenotazione per 8 visite ecografiche e 3 visite specialistiche, sperimentazione di ambulatori aperti per visite in giornata.

Sono alcuni punti cardine del decreto per l’abbattimento delle liste d’attesa che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha presentato insieme al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e al responsabile della Cabina di regia della sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

Il progetto messo in piedi dalla Regione è basato su 6 passaggi. Il primo riguarda la ‘classe di priorità’. Il medico di famiglia dovrà indicare il grado di urgenza della prestazione: Urgente (entro 72 ore), Breve (10 giorni), Differibile (30 giorni per le visite, 60 per le prestazioni strumentali), Programmata (180 giorni).

La classe di priorità riguarderà il paziente che accede per la prima volta a una prestazione. Qualora fosse già conosciuto perché, ad esempio, è un malato cronico, uscirà dallo studio con la data, l’ora e il nome della struttura che eseguirà l’esame, che resterà sempre la stessa anche i per futuri controlli. In questo modo uscirà dal calcolo delle liste d’attesa perché già preso in carico dalla struttura.

Il decreto introduce una gestione trasparente delle liste. Ad ogni prestazione erogata deve corrispondere una prenotazione. Inoltre i calendari delle agende non potranno essere chiusi: un modo per evitare che il paziente si senta più dire “Torni l’anno prossimo”.

Diventa fondamentale il lavoro delle Asl, che avranno trenta giorni di tempo per programmare la rete di offerta per le diverse tipologie di prestazioni, valutare la quota di attività che sono in grado di produrre e quella che può essere acquistata dalle aziende ospedaliere, e prevedere il recupero dell’efficienza attraverso l’ottimizzazione dei turni del personale e l’uso dei macchinari.

Altro punto decisivo riguarda l’intramoenia. Il decreto stabilisce che laddove le attività istituzionali superino i tempi attesa dalle classi priorità, si andrà all’interruzione della libera professione, che verrà riattivata nel momento in cui questi tempi istituzionali scenderanno.

L’abbattimento delle liste d’attesa riguarderà 8 esami ecografici e 3 visite specialistiche (oculistica, dermatologica e cardiologica). Dieci i milioni di euro stanziati per questo progetto, che ha un tempo stimato di realizzazione di dodici settimane. Per riuscirci, però, la Regione Lazio ha previsto anche un aumento dell’offerta in ogni azienda attraverso prestazioni aggiuntive, l’apertura dei servizi tutti i giorni fino alle 22 e, se necessario, anche il sabato e la domenica. In questo modo – è il ragionamento che viene fatto – si smaltiscono le code attuali e si entrerà a regime con le nuove indicazioni. Infine verrà messa in atto una sperimentazione con alcuni ambulatori aperti. Il cittadino potrà eseguire un esame in giornata senza avere la prenotazione.

 ZINGARETTI: CON PIANO LISTE ATTESA BASTA VERGOGNA

“Quella delle liste d’attesa nel Lazio è la sfida più importante, una battaglia che vogliamo vincere anche grazie a un grande accordo tra medici di medicina generale, sindacati degli operatori e direttori delle Asl. Basta con questa vergogna che produce anche una drammatica discriminazione sociale: chi può pagare può fare le analisi e chi non ce la fa deve aspettare a volte delle settimane o dei mesi. L’uscita dal commissariamento che stiamo realizzando significa risolvere anche questo odioso problema”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine della presentazione del nuovo piano per le liste d’attesa nel Lazio.


“Oggi parte l’altra grande sfida della sanità- ha aggiunto- i conti sono in ordine, le assunzioni stanno aumentando, il progetto per l’edilizia sanitaria e’ partito. Ora aggrediamo le liste d’attesa. Non è più accettabile che se si entra in una struttura pubblica se si paga si fa l’analisi il giorno dopo, se non si può pagare magari dopo 4, 5 o 6 mesi. Abbiamo approvato un piano, investiamo 10 milioni di euro, laboratori e ospedali aperti anche nei fine settimana, fino alle 22 di sera, per dare più slot alle prenotazioni e per le analisi. Attiveremo da maggio dei luoghi dentro le Case della salute- ha concluso- o nei laboratori si potrà andare anche senza prenotazione, magari aspettando qualche ora per fare le analisi”.

LORENZIN: PIANO LISTE INNOVATIVO, UNISCE BEST PRACTICE

“Il piano per le liste d’attesa del Lazio è molto efficace perché mette insieme tutte le best practice che sono state realizzate in Italia del Nord per risolvere le liste d’attesa. Queste sono la bestia nera del rapporto tra il cittadino e i Ssr”. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione della presentazione del nuovo piano per le liste d’attesa nel Lazio, a Roma nella sede della giunta regionale insieme al governatore Nicola Zingaretti.


“È ovviamente un piano innovativo per il Lazio- ha continuato- che cambia le abitudini e il rapporto che c’è tra paziente, medico e Sistema regionale. È un piano con un timing di 12 settimane, dal momento in cui entra in vigore, per esaurire le code e portare le liste di attesa entro i limiti nazionali”. “Quello che ho segnalato- ha concluso- è di aumentare e stressare il coinvolgimento dei direttori generali, un tema di obiettivo che abbiamo dato nel sistema nazionale, che richiede un monitoraggio e un coordinamento di ogni singolo direttore generale per arrivare ai risultati. Se raggiungeremo questo obiettivo ci sarà un vero e proprio cambio di qualità, nello smaltimento delle liste d’attesa e si ridurrà moltissimo anche l’approccio ai Pronto soccorso risolvendo così una serie di questioni e di stress del Sistema sanitario”.

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