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Giustizia, C10: “Su Mazzini inaccettabile deriva mediatica”

SAN MARINO - Forze politiche e istituzioni prendano posizione contro il rischio di ingerenze e derive mediatiche sul
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SAN MARINO – Forze politiche e istituzioni prendano posizione contro il rischio di ingerenze e derive mediatiche sul “processo Mazzini“. Lo chiede in una nota Civico 10, alla luce “del resoconto di alcuni organi di stampa e dalle interviste fatte persino dalla Tv di Stato agli avvocati difensori delle persone incriminate”. Secondo le affermazioni dei legali dei principali imputati coinvolti nella “tangentopoli sammarinese”, riportate anche dalla televisione di Stato, infatti “sembrerebbe che tutto l’impianto accusatorio scricchioli- osservano i civici- che molte cose siano state inventate, che i funzionari pubblici abbiano lavorato in maniera a dir poco approssimativa e che le detenzioni carcerarie siano state basate sul nulla”.

Il movimento di Andrea Zafferani si dice quindi preoccupato. “Il giudizio finale spetta al magistrato decidente– prosegue C10- che saprà valutare le cose al di là degli ovvi strilli di parte”. Pollice verso quindi sulla “tendenza a fare processi sugli organi di stampa anziché in Tribunale- lamentano i civici- e ad esprimere sui giornali e persino alla Tv di Stato le considerazioni che dovrebbero rimanere nelle aule di giustizia”. Di fronte a tutto ciò, “la politica non deve ingerire in nessun modo”. Non solo: C10 invita i colleghi a “mettere in piedi delle norme per evitare che i processi vengano fatti sui media, anziché nelle aule di giustizia e che funzionari pubblici di indubbia professionalità, dopo mesi o anni di indagini, possano essere liberamente messi alla berlina come fossero dei dilettanti allo sbaraglio”. Per i civici, in sostanza, dare la parola ai difensori degli imputati nel processo Mazzini è una deriva mediatica inaccettabile“: la politica quindi, esortano, ponga in essere norme chiare per scongiurarla.

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