PALERMO – “La forte energia di rifrangimento registrata ha fatto perdere grandi volumi di spiaggia, causando un arretramento delle linee di costa“. Lo ha detto il capo della protezione civile, Fabio Ciciliano, ascoltato in commissione Ambiente alla Camera rispetto all’ondata di maltempo che ha colpito la parte orientale di Sicilia e Calabria, e la zona sud-orientale della Sardegna, con il ciclone Harry.
“L’azione meccanica delle onde, che hanno raggiunto sulla costa un’altezza anche di dieci metri, ha provocato mareggiate distruttive – ha aggiunto -. Il mare è entrato in maniera abbastanza veemente nelle prime linee di costa. In alcune zone c’è stato un rimaneggiamento definitivo della geografia del territorio della zona costiera”.
Per dare un’idea dell’entità del fenomeno che si è abbattuto sulle regioni meridionali, Ciciliano ha ricordato che il 20 gennaio, al largo, nelle acque tra Portopalo e Malta, alle 14:30, “una boa dell’Ispra ha rilevato diverse onde superiori ai 15 metri, con un picco massimo di 16,66 metri”.







