ARMI. LA GUERRA RUSSO-UCRAINA FA IMPENNARE LE VENDITE MONDIALI
La guerra russo-ucraina sembra il principale motore dell’aumento dell’export internazionale di armi. Lo rivela l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma, il Sipri, secondo cui i Paesi europei hanno più che triplicato le loro importazioni, mentre gli Stati Uniti hanno aumentato l’export del 27% proprio grazie agli acquisti nell’area Ue. Il confronto è tra il periodo 2016-2020 e quello 2021-2025. Secondo il Sipri, il volume dei principali armamenti trasferiti tra Stati è cresciuto del 9,2%, e in particolare la vendita di sistemi d’arma verso l’Europa è schizzata del 217% solo considerando gli Stati Uniti. Il forte aumento dei flussi di armi verso gli stati europei ha fatto crescere i trasferimenti globali di quasi il 10%.
TURCHIA. SI APRE PROCESSO A IMAMOGLU, RIVALE DI ERDOGAN
Si è aperto in Turchia il processo a Ekram Imamoglu, l’ex sindaco di Istanbul accusato di 140 reati tra cui corruzione e organizzazione criminale. Per la Procura, Imamoglu dovrebbe scontare non meno di 2400 anni di carcere. Secondo le associazioni dei diritti umani, si tratta di un processo farsa, politicamente motivato: Imamoglu è ritenuto il principale avversario di Erdogan alle presidenziali del 2028 e infatti l’arresto è avvenuto il giorno in cui l’ex sindaco ha formalizzato la sua candidatura. Dal fallito colpo di stato del 2016, le associazioni avvertono di una profonda stretta alle libertà e allo stato di diritto da parte del governo di Ankara.
SIRIA. DOPO TANTA VIOLENZA, SCUOLA E REDDITO SONO PRIORITARI
Il 15 marzo ricorrono 15 anni dallo scoppio della guerra in Siria. Dopo la fuga del presidente Bashar Assad nel 2024, si è insediato un governo ad interim che ha tenuto elezioni per il rinnovo del parlamento. Nonostante gli sforzi, ancora il 90% della popolazione vive in povertà. Luca Ricciardi di WeWorld, organizzazione presente per portare istruzione, acqua e sviluppo economico: “Sicuramente ci sono ancora tante tensioni, che non spariscono da un giorno all’altro. C’è bisogno di un lavoro enorme del governo che degli attori della società civile. Supportare bambini e bambini nell’educazione e nell’accesso all’istruzione è una priorità per noi”. Altrimenti, continua Ricciardi, “i ragazzi sono obbligati a lavorare per supportare la famiglia”. E ancora, sottolinea il rappresentante di WeWorld: “Le bambine molto spesso sono costrette a sposarsi anche da 13-14 anni”.
SUDAN. DOPO DUE ANNI RIAPRE UFFICIO AICS, MA A PORT SUDAN
La cooperazione italiana tornerà a lavorare in Sudan: lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso della XII plenaria del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo. L’ufficio a Khartoum venne chiuso nel luglio 2024 a causa dell’intensificarsi del conflitto, tuttora in corso. Per questo, la sede riaprirà a Port Sudan, città divenuta capitale politica provvisoria. La crisi umanitaria generata dalla guerra tra esercito e paramilitari, che ha superato ormai i mille giorni, è tra le peggiori al mondo, con le regioni di Darfur e Kordofan sempre più bersaglio di attacchi con droni e fame. Rosemary DiCarlo, sottosegretaria Onu per gli Affari umanitari, ha avvertito che in Sudan “non è rimasto neanche un angolo sicuro. E’ stato distrutto il terzo Paese più grande d’Africa”.




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