ROMA – Si facevano chiamare “Gioventù fascista rosetana”, pianificavano pestaggi contro migranti e comunità rom, azioni violente contro i centro di accoglienza e non disdegnavano raid diretti anche alle forze dell’ordine: una rete di militanti di estrema destra è stata smantellata dai carabinieri a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo e Pesaro.
All’alba di oggi, mercoledì 11 marzo, i militari del Comando Provinciale di Teramo e della Compagnia di Pesaro hanno eseguito 8 misure cautelari e 17 perquisizioni nei confronti di soggetti indagati per un lungo elenco di reati: istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa; lesioni personali, resistenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento, accensione pericolosa di fuochi, porto abusivo di armi e violazione del Daspo.
IL MOVIMENTO ‘IL DUCE’ E LA CHAT ‘YOUTH ROSETANA’
Le misure sono state emesse dal Gip del Tribunale di Teramo a seguito di indagini che hanno portato alla scoperta di un sedicente movimento di matrice neofascista chiamato “Il Duce”. I suoi aderenti per comunicare usavano una chat a sua volta denominata “Youth rosetana” i cui partecipanti si appellavano appunto “Gioventù fascista rosetana”.
DALL’AGGRESSIONE DEGLI ULTRAS ALLE VOLANTI ALLA SCOPERTA DELLA RETE CRIMINALE RAZZISTA
La rete criminale è stata portata alla luce a seguito di indagini sugli assalti di un gruppo di ultras contro tre auto dei Carabinieri, risalente all’8 ottobre scorso, al termine della partita di basket tra Roseto e Pesaro. L’aggressione è avvenuta nell’area del palazzetto della città abruzzese, quando un gruppo di ultras a volto coperto aveva attaccato tre pattuglie dei carabinieri, utilizzando mazze e pietre. In particolare durante l’azione violente, tre ultras frantumarono con delle mazze il lunotto posteriore di un’auto dei Carabinieri, mentre i militari stavano all’interno del mezzo.
IL BILANCIO DELL’OPERAZIONE
Le indagini sugli ultras coinvolti, a partire dall’analisi dei telefoni cellulari sequestrati, hanno portato al loro collegamento al gruppo organizzato che programmava azioni violente contro immigrati e strutture di accoglienza per migranti. Di qui l’intervento dell’autorità giudiziaria e all’esecuzione delle misure cautelari nei confronti degli indagati. In dettaglio: le misure hanno riguardato un arresto in carcere, tre ai domiciliari e 4 obblighi di firma e dimora. L’operazione, svolta a Roseto degli Abruzzi e Pesaro, ha infine coinvolto più unità cinofile e un elicottero.
Una rete di militanti di estrema destra che progettava aggressioni a sfondo razzista contro immigrati e rom è stata smantellata dai carabinieri a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo. L’operazione, scattata nelle prime ore della mattina su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo, ha portato all’esecuzione di diverse misure cautelari nei confronti dei membri del gruppo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione pianificava pestaggi contro cittadini stranieri e comunità rom, oltre ad azioni violente contro il Centro di accoglienza straordinaria (Cas) presente nel territorio di Roseto degli Abruzzi. Gli investigatori ritengono che il gruppo fosse animato da motivazioni ideologiche di matrice neonazista e razzista.
L’inchiesta è partita dall’analisi degli assalti avvenuti l’8 ottobre 2025, quando un gruppo di ultras a volto coperto aveva attaccato tre pattuglie dei carabinieri, le cosiddette “gazzelle” dell’Arma, utilizzando mazze e pietre. Gli episodi di violenza si erano verificati al termine della partita di basket tra Roseto e Pesaro, scatenando tensioni e disordini nell’area del palazzetto.
Le indagini successive hanno consentito di collegare quell’episodio a un gruppo organizzato che, oltre agli scontri con le forze dell’ordine, stava pianificando ulteriori azioni violente contro immigrati e strutture di accoglienza per migranti. Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno quindi portato all’intervento dell’autorità giudiziaria e all’esecuzione delle misure cautelari nei confronti degli indagati.
L’operazione rappresenta un nuovo intervento delle forze dell’ordine contro fenomeni di violenza politica e razziale, con particolare attenzione ai gruppi estremisti attivi sul territorio.







