Roma, discarica ciclabile a Magliana

discarica abusiva ciclabile
Una distesa di rifiuti pericolosi ufficialmente scoperta il 28 febbraio, "ma in realtà è lì da anni"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Pneumatici, carcasse di motorini, elettrodomestici, materiali edili, mobili e rifiuti chimici si trova di tutto nella discarica a cielo aperto alla Magliana, precisamente in località Pian Due Torri. Una distesa di rifiuti pericolosi che desta preoccupazione visto che lì vicino c’è la ciclabile dove le persone si ritrovano a fare sport, un’area giochi per i bambini e a poche centinaia di metri si trova il Parco fluviale del Tevere.

Come se non bastasse a pochi passi dalla discarica abusiva dei cittadini hanno allestito degli appezzamenti agricoli in cui scorrazzano delle galline e crescono ortaggi. Uno di loro ci racconta come sia stato possibile tutto questo: “Una piccola parte è colpa di uno che abita qua vicino, ma il grosso viene da fuori. Arrivano con il furgone, preparano i sacchi, poi scaricano e scappano. E chi li becca? E anche se li becchi, che gli fai? Li denunci? Così poi ci vai anche di mezzo. Sarebbe stato diverso se qualcuno fosse venuto a dirci ‘voi prendete le targhe che poi ci pensiamo noi’, ma non è mai successo”.

La discarica è stata scoperta ‘ufficialmente’ il 28 febbraio, ma in realtà qui sono anni che la vedono crescere “questa c’è da anni – ci conferma- non da ora, da anni”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»