Lula: “I was a victim of the biggest legal lie in this country”

Ex presidente Brasile Lula
Former president took his first press conference after the decision of Minister Edison Fachin to annul Lula’s convictions, motivated by the processes of the operation "Lava-Jato"
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by João Marcelo 

SAO PAULO – “I was a victim of the biggest legal lie in this country.” With this phrase, ex-president Lula started the press conference at the Metalworkers Union, in São Bernardo do Campo, in the greater São Paulo, this Wednesday morning, 10. This is the ex-president’s first press conference after the decision of Minister Edison Fachin to annul Lula’s convictions motivated by the processes of the operation “Lava-Jato”, created to investigate embezzlement of Petrobras resources during the PT – Partido dos Trabalhadores – government. 

With a forceful speech, the ex-president defended himself against the charges that led to his arrest and talked about his time in prison. Lula said that although he was banned from attending his brother’s funeral and the fact that his wife died during this period, he is grateful for the welcome he received from both his supporters and important figures in Brazil and the world, such as the ex-candidate and current president of Argentina, Alberto Fernandéz, who visited him in Curitiba. The former president also thanked Pope Francis, whom he met after leaving prison. Lula also said that he was grateful to the Minister of the Supreme Federal Court, Edson Fachin, for having fulfilled what the PT had been demanding since 2016. “I was happy with the truth,” said Lula. The leader of the Workers’ Party called the Lava Jato de Curitiba prosecutors a “gang”. “Moro knew that the only way to get me was through Lava Jato. They were obsessed. They wanted to create a political party. … But, the truth prevailed.” 

Ex presidente Brasile Lula

Luis Inácio Lula da Silva also criticized President Jair Bolsonaro on several issues. Regarding the pandemic, the ex-president stated that, “The president (Bolsonaro) should have created, right at the beginning of the pandemic, a crisis committee to guide all the week what the population should do, organize field hospitals, visit regions prejudiced. He doesn’t know how to be president of the republic“. And he still fired: “Do not follow any stupid decision by the President of the Republic or the Minister of Health. This country has no government, this country does not take care of the economy, does not take care of employment, does not take care of salary, does not take health, doesn’t care for the environment, doesn’t care for education, doesn’t care for the young, doesn’t care for the girl from the periphery “. 

At the end of his speech, Lula addressed the businessmen, saying that he is not the enemy of the sector, but said that the business class needs to “wake up” to the fact that the people need to be well for the economy to do well, and he added, “Entrepreneurs, don’t be afraid of me”.

LULA: “IO, VITTIMA DELLA PIÙ GRANDE MENZOGNA GIUDIZIARIA”

di João Marcelo

SAN PAOLO – “Sono stato la vittima della più grande menzogna giudiziaria in 500 anni di storia di questo Paese”: sono le parole con le quali l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, più noto come Lula, ha cominciato oggi la conferenza stampa presso il sindacato dei mettallurgici di Sao Bernardo do Campo, nell’area metropolitana di San Paolo.

L’incontro è stata la prima uscita pubblica dell’ex capo di Stato da quando il giudice del Tribunal Supremo Federal Edison Fachin ha annullato le condanne a carico di Lula maturate nell’ambito dell’inchiesta ‘Lava Jato’. Con questo nome si intende un’indagine nata per appurare la presunta malversazione di risorse della compagna petrolifera statale Petrobras durante il governo guidato dal Partido dos Trabalhadores (Pt), la formazione socialdemocratica di Lula.

Con un discorso pieno di energia, l’ex presidente si è difeso dalle accuse che lo hanno portato in prigione e ha anche parlato del tempo trascorso in carcere. Lula ha detto che nonostante gli sia stato proibito di partecipare al funerale del fratello e nonostante il fatto che sua moglie sia morta durante quel periodo è grato all’accoglienza che ha ricevuto tanto dai suoi sostenitori che da figure importanti del Brasile e del mondo, come l’allora candidato e ora presidente della vicina Argentina, Alberto Fernandez, che lo visitò a Curitiba. L’ex capo di Stato ha anche ricordato con gratitudine il sostegno di Papa Francesco, con il quale si incontrò una volta uscito dal carcere. Lula ha ringraziato il giudice Fachin per aver reso possibile quello che il Pt chiedeva dal 2016. “Sono felice con la verità” ha detto l’ex presidente, che ha definito “una gang” i procuratori della Corte federale di Curitiba responsabili della Lava Jato. Il giudice Sergio Moro e il suo gruppo, secondo Lula, “sapevano che l’unico modo per colpirmi era con questa inchiesta, ce l’avevano come ossessione”. Per l’ex presidente, la squadra di inquirenti “voleva creare un partito politico”. Lula ha comunque celebrato il fatto che “la verità ha prevalso”.

L’ex capo di Stato ha anche criticato il presidente Jair Bolsonaro su diverse questioni. Rispetto alla pandemia, Lula ha detto che l’attuale capo di Stato “dovrebbe aver creato fin dall’inizio della crisi sanitaria un comitato di gestione della pandemia che ogni settimana avrebbe dovuto dire alla popolazione come comportarsi, organizzando anche ospedali da campo, visitando regioni in difficoltà”. Lula ha aggiunto che “Bolsonaro non sa fare il presidente”, lanciando un appello: “Non seguite qualsiasi stupida decisione del capo di Stato o del ministro della Salute. Questo è un Paese senza un governo, dove non ci si prende cura dell’economia, del lavoro, degli stipendi, della salute, dell’ambiente, dell’istruzione, dei giovani e delle ragazze che vivono in periferia”.

Alla fine del suo discorso Lula si è poi rivolto agli imprenditori, affermando che non è un nemico del settore ma sottolineando che la classe imprenditoriale deve “svegliarsi”, capendo i bisogni della gente se vuole portare giovamento anche all’economia. Lula ha aggiunto: “Gli imprenditori non devono avere paura di me”.

“Fui vítima da maior mentira jurídica desse país” afirma Lula

por João Marcelo 

SAU PAULO – “Fui vítima da maior mentira jurídica deste país”. Com essa frase, o ex-presidente Lula iniciou a entrevista coletiva no Sindicato dos Metalúrgicos, em São Bernardo do Campo, na grande São Paulo, na manhã desta quarta-feira, 10. Está é a primeira coletiva do ex-presidente após a decisão do do ministro Edison Fachin de anular as condenações de Lula motivadas pelos processos da operação “Lava-Jato”, criada para apurar desvios de recursos da Petrobrás durante o governo do PT – Partido dos Trabalhadores-. 

Com um discurso enérgico, o ex-presidente se defendeu das acusações que o levaram a prisão e falou sobre o seu tempo no cárcere. Lula disse que apesar de ter sido proibido de comparecer ao velório do seu irmão e o fato de sua esposa falecer durante esse período, agradece o acolhimento que recebeu tanto dos seus apoiadores como de figuras importantes no Brasil e do mundo, como o ex-candidato e atual presidente da Argentina, Alberto Fernandéz, que o visitou em Curitiba. O ex-presidente também agradeceu ao Papa Francisco, com o qual se encontrou após deixar a prisão. Lula ainda se disse agradecido ao ministro do Supremo Tribunal Federal, Edson Fachin, por ele ter cumprido o que o PT reivindicava desde 2016. “Fiquei feliz com a verdade”, disse Lula. O líder do Partido dos Trabalhadores chamou de “quadrilha” os procuradores da Lava Jato de Curitiba. “Moro sabia que a única forma de me pegar era pela Lava Jato. Eles tinham como obsessão. Queriam criar um partido político. […] Mas, a verdade prevaleceu.” 

Luiz Inácio Lula da Silva ainda criticou o presidente Jair Bolsonaro em diversos temas. Sobre a pandemia, o ex-presidente afirmou que, “O presidente (Bolsonaro) devia ter criado, logo no começo da pandemia, um comitê de crise para orientar toda a semana o que a população devia fazer, organizar hospitais de campanha, visitar regiões prejudicadas. Ele não sabe ser presidente de república”. E ainda disparou: “Não sigam nenhuma decisão imbecil do presidente da República ou do ministro da saúde […] Este país não tem governo, este país não cuida da economia, não cuida do emprego, não cuida do salário, não cuida da saúde, não cuida do meio ambiente, não cuida da educação, não cuida do jovem, não cuida da menina da periferia”. 

No final de seu discurso, Lula se dirigiu aos empresários, dizendo que ele não é o inimigo do setor, mas afirmou que a classe empresarial precisa “acordar” para o fato que o povo precisa estar bem para a economia ir bem, e completou, ” Empresários, não tenham medo de mim”. 

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