Nel ricordo di Paolo Dieci, guardando alle diaspore

Il presidente del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp) era sull'aereo che si schiantò al suolo pochi minuti dopo il decollo dalla capitale etiope Addis Abeba il 10 marzo 2019
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ROMA – “Cosa direbbe Paolo Dieci davanti a quello che sta succedendo lungo la rotta balcanica o davanti al fatto che la legge sullo ius soli sui nuovi italiani ancora non vede la luce? Ci direbbe di essere più proattivi. E poi sarebbe indignato e addolorato, con la tipica gentilezza che lo caratterizzava”. Così la portavoce dell’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi), Silvia Stilli, nel corso di un incontro online per commerare il secondo anniversario della morte di Dieci, presidente del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp) deceduto con altre 156 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio del volo Ethiopian Airlines 302 diretto a Nairobi. L’aereo si schiantò al suolo pochi minuti dopo il decollo dalla capitale etiope Addis Abeba il 10 marzo 2019.

L’incontro online è stato anche l’occasione per presentare il progetto Premio Paolo Dieci per il partenariato tra organizzazioni della società civile e delle diaspore‘. La competizione è stata istitutita da Cisp, dall’associazione della diaspore Le Reseau e dal consorzio di ong Link 2007 ed è rivolta a organizzazioni della società civile, della diaspora e delle nuove generazioni che abbiano terminato da meno di 18 mesi o stiano portando avanti partenariati paritari in progetti di sviluppo o di educazione alla cittadinanza globale. Il concorso ha ottenuto il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Secondo la segretaria generale della Farnesina Elisabetta Belloni, questo approccio di valorizzazione delle diaspore e delle comunità di origine straniera è infatti “molto coerente con i principi della legge 125 del 2014 sulla cooperazione”.

Emanuela Del Re, deputata del Movimento 5 stelle già viceministro degli Esteri, ha sottolineato quanto il premio dedicato a Dieci sia “ambizioso”, ribadendo che “deve esserlo, perché i valori della cooperazione fanno parte naturalmente della nostra società, anche se a volte ci troviamo ancora a difenderli e spiegarli”.
Cleophas Adrien Dioma, presidente di Le Reseau, ha evidenziato alcuni degli obiettivi dell’iniziativa dedicata a Dieci, tra i quali “rendere le diaspore protagoniste” e “diffondere la cultura della cooperazione nell’ottica dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile”.
Secondo Roberto Ridolfi, presidente di Link 2007, un incarico ricoperto in passato anche da Dieci, il premio è soprattutto uno “strumento” per “mantenere vivo l’effetto dell’empatia e la conoscenza di Paolo”.
Il presidente dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), Luca Maestriperi, ha ricordato il contributo di Dieci nell’”ampliare lo spettro degli attori che partecipano alla cooperazione”. Un impegno, questo, rilanciato da Aics con “l’istituzione del Summit delle diaspore”.
Tra i ricordi, anche commossi, del contributo e del lavoro di Dieci, quello di Stefania Mancini, della Fondazione Charles Magne, che ha detto che l’ex presidente di Cisp “ha mostrato la possibilità di dare campo a una cooperazione più ampia e anche più giusta”.
A concludere l’incontro Nino Sergi, tra i fondatori di Link 2007, ora presidente emerito della ong Intersos. “Alla sofferenza per la morte di Paolo si affianca la speranza, suo grande lascito” ha detto. “Una speranza non velleitaria e realmente aperta all’umanità”.

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