Dieci anni terremoto Fukushima, il 76% dei comuni colpiti ancora in ricostruzione

Il sisma, di magnitudo 9.0 che provocò uno tsunami e un incidente nucleare, causò oltre15mila vittime. Oggi la commemorazione
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FUKUOKA – Una serie di eventi commemorativi nelle zone colpite dal disastro naturale che ha devastato il nord del Giappone nel 2011 ha caratterizzato il decimo anniversario dalla tragedia che ha causato oltre 15mila vittime. Gli abitanti delle prefetture di Fukushima, Iwate e Miyagi, quelle maggiormente colpite dal terremoto, dallo tsunami e dal disastro nucleare seguente, hanno osservato un minuto di silenzio alle 14.46 ora locali.
A Tokyo, presso il Teatro Nazionale, il Primo Ministro Yoshihide Suga e una platea di rappresentanti istituzionali, in numero ridotto a causa della pandemia, hanno commemorato il tragico evento con una cerimonia alla quale è attesa la partecipazione, nel pomeriggio, del’imperatore Naruhito e di sua moglie Masako.
Negli ultimi dieci anni sono stati spesi più di 30 trilioni di yen per la ricostruzione delle aree devastate e ancora oggi resta off-limits un’area di circa 337 chilometri quadrati, pari a più della metà dell’intera area metropolitana di Tokyo. Il numero di sfollati è stato ridotto a 41 mila dai 470.000 iniziali.

A CHE PUNTO SI TROVA LA RICOSTRUZIONE

A dieci anni esatti dal terremoto di magnitudo 9.0 che ha causato lo tsunami e l’incidente nucleare che hanno devastato il nord del Giappone nel 2011, il 76% dei 42 comuni delle prefetture di Iwate, Miyagi e Fukushima, le più colpite dal disastro, non sarà in grado di portare a termine i lavori di ricostruzione entro il termine previsto del 2021. I progetti di ricostruzione, che prevedono anzitutto il ripristino delle infrastrutture primarie per la popolazione, dei terreni agricoli, dei parchi e dei porti, non sono stati completati nei tempi programmati a causa sia del divieto ancora in vigore di accesso alle zone radioattive, sia alla diffusione della pandemia. Secondo quanto diffuso in un comunicato dall’Agenzia nazionale per la ricostruzione, il cui mandato è stato rinnovato fino al 2031 dal premier Yoshihide Suga, “tutti i progetti di sviluppo urbano, come il trasferimento di aree residenziali su terreni più alti, il sollevamento di terreni e la costruzione di alloggi pubblici sono stati completati entro la fine del 2020”.

Il ministero del Territorio, delle infrastrutture, trasporti e turismo ha invece pubblicato lo stato dei lavori aggiornato sulle infrastrutture, da cui si apprende che l’86% dei 550 chilometri di strade da ricostruire sono stati già riaperti al traffico e che i restanti 77 chilometri saranno riaperti entro la fine del 2021.
Infine, secondo quanto comunicato in una nota dal Cabinet Office del primo ministro, “il governo, conclusa la prima fase di recupero del territorio, si concentrerà sull’assistenza alla popolazione, fornendo programmi di sostegno psicologico alle vittime e favorendo il ripopolamento delle aree ricostruite”. Entro marzo è prevista anche la pubblicazione da parte dell’Agenzia per la ricostruzione del know-how acquisito durante il disastro, con lo scopo di preparare le autorità locali in caso di nuovi gravi disastri in futuro.

DOPO 10 ANNI 12% PREFETTURA ANCORA INABITABILE

Nel giorno della ricorrenza del decimo anniversario dal terremoto, larga parte della prefettura di Fukushima, la più colpita dal disastro, rimane ancora oggi interdetta alla popolazione. La zona nord della regione, a circa 10 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, da cui è fuoriuscito il materiale radioattivo che ha compromesso la zona, è ancora inabitabile e l’accesso sarà vietato completamente in oltre il 12% dell’intero territorio almeno fino al 2023.

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