Coronavirus, Chef Rubio: “Le rivolte nelle carceri sono un giusto urlo”

"Vergognoso nessun messaggio cordoglio per i morti, a Gaza stanno meglio"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Le rivolte nelle carceri di questi giorni “sono un giusto urlo” ed è “vergognoso” che non ci sia stato nessun messaggio di cordoglio per le vittime accertate fino ad ora. Gabriele Rubini, per tutti Chef Rubio, torna così sulla questione carceri, sulle rivolte di queste ultime ore, scoppiate contemporaneamente negli istituti penitenziari dal nord a sud del paese.

Intervistato dall’agenzia Dire, prova a farsi un’idea di quanto sta succedendo in queste ore negli istituti: “Lo Stato, il Governo e i politici non danno i mezzi per andare a colpo sicuro su quello che è successo quindi possiamo fare solo supposizioni- spiega Rubio- Posso ipotizzare che ci sia sicuramente qualcosa di strano, che tutte le carceri improvvisamente si siano ritrovate con una sicurezza inferiore. Sembra quasi che abbiano lasciato le infermerie aperte apposta, se si parla veramente di decessi per assunzione massiccia di metadone. Ci sono persone trasferite morte in altre carceri, altre trasferite e morte altrove, mentre non si sa dei 12 quanti siano i morti per metadone, chi si dice sia morto per infarto ma non ci sono segni di violenza”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, il garante dei detenuti del Lazio: “Le carceri non sono attrezzate per l’isolamento in caso di contagio”

Quello che forse indigna di più Rubio è che “nessuno abbia speso parole di cordoglio nei confronti dei parenti delle vittime, che ancora non sanno chi è morto e chi è vivo. Non sanno se hanno parenti tra le vittime. È vergognoso che lo Stato non dia informazioni a tal proposito”. E in tutto questo è “ancora peggio il sospetto che sotto tutto ci sia una volontà ben precisa di abbassare il livello di sicurezza delle carceri in giornate così”, quindi “a morte detenuti ed evasi” e soprattutto “ci si concentra sui 34 evasi di Foggia e non sulle decine di migliaia di detenuti che sono in un vergognoso stato di salute”.

LEGGI ANCHE: Disordini al carcere di Foggia per le restrizioni anticovid-19, interviene anche l’esercito

Per esempio “a Rebibbia c’è la tubercolosi ma non se ne parla. Ho persone care che hanno parenti e figli all’interno che mi hanno riferito queste cose. E dire che loro sono anche più fortunati di altre realtà, non oso immaginare la situazione delle altre case circondariali e dei CPR. Sono affranto, distrutto, notando questa totale assenza di empatia, i pensieri nazisti nei commenti degli ignoranti, dei fascistoidi, dei leghisti ma anche in quelli dei “compagni” e delle “compagne” che riempiono la loro vita di # quali #stayhuman #facciamorete #odiareticosta. Tutti vergognosi”.

Le rivolte dei detenuti “sono un urlo giusto, sul quale ora bisogna lavorare perché la situazione sia risolvibile. Sono stato additato tempo fa da fomentatori di folle, “giornalisti”, politici e conduttori tv quando ho criticato l’impreparazione dei giovani dell’Arma che vanno al massimo 2 volte l’anno al poligono e per aver detto che non è possibile che si mandino a morire così dei ragazzi, che ci siano potenziali stragi ogni giorno, e per mezzi obsoleti e per una preparazione fumosa. Ma non è stato fatto nulla. Non sono migliorate le condizioni di chi fa il poliziotto, di chi sta in caserma e men che meno dei cittadini. Tutto come prima. A distanza di mesi, ci ritroviamo in una situazione critica in cui invece che impegnarci per trovare una soluzione al problema delle carceri che versano in una situazione vergognosa, dove vengono ammassate persone senza che tra le tante cose abbiano le cure necessarie, si pensa a creare dei mostri da dare in pasto all’opinione pubblica. Bisogna trovare una soluzione e un cambio radicale di metodo, non serve a nulla criminalizzare chi è già stato privato di qualsiasi tipo di diritto. I veri criminali sono i colletti bianchi, i politici che decidono nella totale incompetenza e malafede le sorti di migliaia di persone pensando solo a un tornaconto personale”.

Una delle carceri in cui è scoppiata la rivolta è quella di Modena, dove pare ci fosse un caso di un contagiato da coronavirus: “Non pare, c’era a quanto dicono i quotidiani. Ha senso il terrore di una persona che in carcere, a contatto con tante altre, si preoccupi fino al panico e alla rivolta. Il problema siamo noi, non i carcerati”.

Quando si parla di carcerati, “si pensa a loro solo come dei criminali brutti, sporchi e cattivi considerando i loro parenti, brutti, sporchi e cattivi. Ricordiamoci che le vittime non sono solo i carcerati ma anche quelli che ci lavorano fiaccati da turni massacranti, condizioni di vita vergognose e mezzi obsoleti. Sai quanti suicidi ci sono stati dall’inizio dell’anno tra le guardie penitenziarie? Decine e decine, ma è meglio non far uscire certe notizie, non sta bene. È più facile aizzare la folla contro i carcerati e non contro chi mette in quelle condizioni loro e chi ci lavora. Mi fa rabbia anche solo parlarne e non trovare unanimità di pensieri concordi”.

LA MISSIONE UMANITARIA DI CHEF RUBIO NELLA STRISCIA DI GAZA

Da dicembre 2019 a febbraio 2020 Chef Rubio si è unito alla missione umanitaria nella Striscia di Gaza con il Gaza Freestyle Festival. Un’esperienza che lo ha decisamente segnato (“mi sto riprendendo solo ora”) e che per certi versi, oggi come oggi rimpiange: “Stanno meglio loro, a questo punto voglio tornare a Gaza. Se questa è la situazione. Almeno Hamas mi ha fatto entrare nelle carceri da subito, mi ha dato tutto ciò che volevo per portare avanti i progetti, entrare in linea continuativa senza interruzioni. Le carceri a Gaza sono molto più umane di quelle che ho visitato in Italia, da nord a sud. C’è un rapporto umano tra guardia penitenziaria e detenuto, si rispettano più di quanto facciamo noi qui. E poi li chiamate terroristi”.
L’urlo di Rubio non cade certamente nel vuoto: “Fortunatamente non solo solo, ho oltre 730mila persone su Instagram che seguono i miei contenuti di controinformazione, cultura e analisi geopolitiche, il che dimostra come il popolo sia dalla mia parte, dalla parte dei carcerati, dei migranti, dei rifugiati e di tutti quelli che quei quattro stronzi al governo vogliono criminalizzare”.

Nelle ultime ore hanno fatto notizia i veri e propri assalti ai supermercati dopo l’annuncio delle ulteriori restrizioni da parte del Governo: “Giustifico il panico di una persona rinchiusa in condizioni disumane rispetto all’idiozia di chi, credendo di essere libero, assalta il supermercato per comprare il futile. Se dal supermercato arraffi tutto per te e lasci gli scaffali vuoti, privi altre persone di un bene di prima necessità”.

Sul coronavirus e su come si risolverà la situazione, è chiaro: “Tutto quello che succede ora distoglie da tematiche globali molto serie, da cose che scopriremo più in là. Ci stanno nascondendo tante cose ed è assurdo che nessuno chieda spiegazioni. Invece di fare dei tutorial del cazzo sullo stare a casa, invece di glorificare “VIP” che fanno cartelli con # col solo obiettivo di passare per eroi quando l’unico loro intento è quello accaparrarsi proseliti visto come pensano sempre ai cazzi loro, invece di omologarsi a un pensiero imposto, dovremmo tutti pretendere, esigere e mettendo con le spalle al muro i responsabili”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

11 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»