Coronavirus, Bonafede: “Rivolte nelle carceri atti criminali”

Il ministro della Giustizia riferisce in Senato: sono dodici i detenuti morti, 40 gli agenti della Penitenziaria feriti
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ROMA – “Si deve parlare semplicemente di atti criminali, ascrivibili a una ristretta parte dei detenuti; la maggior parte ha manifestato difficoltà e paura con responsabilità”. Lo dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, parlando in Senato.

“Sono 12 i morti” durante i disordini nella carceri, decessi “per lo più ricondubili dai primi rilievi ad abuso di sostanze farmaceutiche“, riferisce il ministro.

“Sono 40 gli agenti della polizia penitenziaria feriti” durante i disordini nelle carceri degli scorsi giorni, “a loro gli auguri di pronta guarigione”.

“Negli ultimi anni ce la stiamo mettendo tutta per garantire la dignità dei detenuti e di chi lavora nelle carceri, ma questo non c’entra nulla con incendi, danneggiamenti, devastazioni, addirittura violenze contro gli agenti di polizia penitenziaria. Stiamo lavorando senza sosta contro il coronavirus. Bisogna mantenere la calma ed essere uniti, è un momento difficile per il Paese, lo Stato italiano non indietreggia di un centimetro di fronte all’illegalità”, conclude Bonafede.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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