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Archiviata la Tav ora Salvini e Di Maio si preparano al dopo Europee

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di Stampa Dire, per #DireoOggi
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ROMA – Messo da parte il capitolo urticante della Tav – se ne riparlerà dopo le Europee di fine maggio – ora Salvini e Di Maio, fratelli coltelli, si preparano al voto per l’Europarlamento. E’ vero che le pressioni per far saltare l’accordo tra i due diventano ogni giorno più forti, ma Salvini e Di Maio si tengono insieme e andranno avanti fino all’impossibile.

A Salvini, stando ai sondaggi, tanto conviene visto che la Lega viene accreditata ormai come primo partito. Per Di Maio la partita è più complicata, dal momento che il M5S a ogni chiamata alle urne perde dei gran pezzi di elettorato. Ma ora si aspetta il miracolo: ovvero che da qui a fine maggio il reddito di cittadinanza conquisti il cuore di milioni di italiani e che questo si traduca in una bella ‘x’ sul simbolo dei ‘grillini’.

La partita Di Maio se la gioca sulla tenuta del suo partito. Se questo reggerà l’urto elettorale, allora si metterà mano a un nuovo contratto e si procederà con Salvini che, se risulterà ufficialmente come leader del primo partito, potrà anche rivendicare la poltrona di premier (e Conte? “Parla le lingue, si presenta bene, sta simpatico, sarebbe un ottimo ministro degli Esteri”, dicono le malelingue).

Se il M5S crollerà, allora sarà difficile andare avanti perché difficilmente il MoVimento rimarrà unito. A quel punto Salvini dovrà trovare una nuova maggioranza in Parlamento: con tutto il centrodestra e con il pezzo ‘governista’ del M5S. Per questo tra i gialloverdi si continuerà a litigare, o meglio, a far finta di litigare fino alle Europee del 26 maggio. Il 27 è giorno di paga.

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