L’ospedale rifiuta le cure, muore in Libano un rifugiato siriano di 19 anni

Il Libano, che non ha aderito alla Convenzione internazionale sui rifugiati, non riconosce ai siriani fuggiti dalla guerra il diritto alle cure
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ROMA – Un’altra storia di morte dai campi profughi in Libano. Un operatore umanitario all’agenzia DIRE ha raccontato la storia di Ayyed, siriano di 19 anni affetto dalla sindrome di Down, morto la settimana scorsa per non aver ricevuto le cure di cui avrebbe avuto bisogno presso l’ospedale di Minyeh, a nord di Tripoli.

“E’ stato un calvario per lui- spiega l’attivista- L’ospedale lo ha respinto, nonostante fosse nel bel mezzo delle convulsioni. Aveva febbre a 40 e il viso giallo. Gli hanno fatto solo una flebo da 50mila lire. La famiglia non aveva altri soldi per pagare il ricovero, quindi i sanitari lo hanno dimesso. E’ morto 24 ore dopo, a casa, di notte”.

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Il Libano, che non ha aderito alla Convenzione internazionale sui rifugiati, non riconosce ai siriani come Ayyed fuggiti dalla guerra il diritto alle cure. Pertanto le prestazioni mediche sono a carico dei pazienti.

“I responsabili dell’ospedale ne hanno anche approfittato per ricordare ai genitori di Ayyed una fattura di dicembre non ancora pagata, per una trasfusione di sangue: 70mila lire libanesi”. L’equivalente di 44 euro circa. La famiglia di Ayyed, ha spiegato ancora l’operatore umanitario, ha anche cercato di attivare l’assicurazione fornita dall’Unhcr ai rifugiati, che permette di coprire il 75% delle spese mediche. Ma dal momento che era sera tardi, i funzionari responsabili non c’erano più, pertanto non è stato possibile attivare la procedura. Ayyed è un’altra vittima della guerra, della povertà e della burocrazia.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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