La Regione centra gli obiettivi sull’agricoltura: 200 mln in 5 anni (VIDEO)

Le interviste con l'assessore regionale all'Agricoltura, Sonia Ricci, e con l'amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati.
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agricoltura lazioCirca duecento milioni di euro erogati in poco più di un anno e mezzo con il piano finanziario del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 (Psr). La Regione Lazio punta sui fondi europei per far crescere l’agricoltura e raggiunge gli obiettivi di spesa del Psr utilizzando tutti i fondi a disposizione e recuperando un “ritardo accumulato al nostro insediamento” grazie a tre azioni chiave: meno burocrazia, velocizzazione e liquidazione.

Sono questi i risultati dell’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca che oggi, in collaborazione con l’Arsial, lancia una campagna di comunicazione dedicata ai temi delle politiche agricole e del Programma di sviluppo rurale. Obiettivo, informare e sensibilizzare il pubblico e i potenziali beneficiari sulle scelte che hanno determinato la crescita del contributo dell’agricoltura al Pil regionale. E sono proprio i volti degli uomini e delle donne a raccontare le storie di successo nate proprio dalle risorse messe a disposizione dal Psr e realizzate grazie al raggiungimento degli obiettivi di spesa del Lazio. A presentare la nuova campagna di comunicazione, che sarà anche “un ponte verso la nuova programmazione 2014-2020”, l’assessore regionale all’Agricoltura, Sonia Ricci, e l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, durante l’evento ‘Con l’Europa il Lazio cambia. Anche in agricoltura. Partiamo dai risultati’.

I RISULTATI RAGGIUNTI CON IL PSR – “In poco più di un anno e mezzo abbiamo erogato circa 200 milioni di euro- ha detto Ricci- su un totale di 560 milioni di pagamenti effettuati dall’inizio della programmazione. Un risultato straordinario- ha tenuto a dire l’assessore- ottenuto grazie a un processo virtuoso costituito da tre punti chiave: sburocratizzazione, velocizzazione e liquidazione”. Un impegno che ha “evitato l’applicazione del noto meccanismo del disimpegno automatico dei fondi che determina la restituzione delle risorse alla Comunità europea. Questo- ha detto ancora Ricci- testimonia che la fiducia dei territori e delle persone sta tornando a crescere”. In effetti, tutte le province del Lazio hanno partecipato da protagoniste al programma. A partire dai pagamenti totali, sono stati a Viterbo 188,503 milioni di euro (33,5%), a Roma 117,276 milioni (20,82%), a Latina 98,126 milioni (17,42%), a Frosinone 84,382 milioni (14,98%) e a Rieti 75,062 milioni di euro, pari al 13,32%. “Il lavoro che abbiamo fatto- ha detto ancora Ricci- ha dato la possibilità a noi istituzione di individuare i fabbisogni dei territori, le priorità degli interventi e gli strumenti da adottare nella nuova Programmazione 2014-2020. Partiamo dai risultati- ha concluso l’assessore- per creare l’agricoltura che ci piace: semplice, innovativa e solidale, capace di essere una risorsa preziosa anche per i nostri giovani. Ripartiamo da qui con un auspicio: che intorno al tavolo ci siano tutti gli attori, perché solo così si può giungere a questi risultati”.

LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE – Non facce da pubblicità, ma “volti e persone vere che raccontano la loro esperienza” per la campagna messa a punto dalla Regione Lazio con una gara pubblica vinta dalla Tbwa Italia. C’è Giorgia, coltivatrice e ingegnere aerospaziale che sorride mostrando i suoi pomodori, poi Mario, titolare di una azienda agricola biologica che con la sua famiglia tiene in mano un calice riempito del suo vino. E ancora, Fabrizio che fa il produttore di olio, e Carlo, diventato presidente di una cooperativa agricola. Le loro storie finiranno sui giornali e per le strade, verranno ascoltate in radio e viste sul web. “Vogliamo raccontare storie di uomini e donne, anche giovani, che hanno scelto l’agricoltura e che ce l’hanno fatta e ce la possono fare- ha detto Rosati- con istituzioni che possono accompagnare lo sviluppo. Erogare 200 milioni di euro in poco più di un anno e mezzo riporta la Regione Lazio a livelli di avanguardia in Italia. E’ una svolta che dimostra che una buona amministrazione si può fare”.

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