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Ricerca. Bologna-Cagliari, la fusione degli Osservatori si farà. Bignami: “Possenti forse direttore”

Il presidente dell'Inaf rassicura: "Non cambierà nulla a livello occupazionale, anzi direi che per i precari le chance potranno aumentare, perché faremo ancora più attenzione"
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G. Bignami
G. Bignami

CAGLIARI – “Domani (oggi, ndr) sarò in Sardegna, dove incontrerò il presidente della Regione Francesco Pigliaru e i colleghi dell’Osservatorio astronomico di Cagliari, per chiarire che non abbiamo nessuna intenzione di togliere l’identità locale alle strutture sarde attraverso l’accorpamento con Bologna“. Così alla ‘Dire’ il presidente dell’Inaf Giovanni  Bignami, a poche settimane dalla notizia di un imminente accorpamento tra l’Osservatorio Astronomico di Cagliari e l’Istituto di Radioastronomia di Bologna, che ha provocato in queste settimane le proteste di lavoratori e sindacati sardi.

“Strutture che che tra l’altro sono molto vicine al mio cuore- continua Bignami- se il Sardinia Radio Telescope esiste è anche perché quando ero presidente dell’Agenzia spaziale italiana ho fatto in modo che si desse un contributo importante per il telescopio, circa un terzo dei costi complessivi. Quindi sono profondamente affezionato all’Srt e naturalmente non abbiamo nessuna intenzione di metterlo da parte. E proprio perché ci teniamo così tanto all’astronomia italiana e in particolare a quella sarda- continua Bignami- che l’Inaf ha dato mandato a un comitato internazionale composto da astronomi di tutto il mondo, più un membro del nostro consiglio di amministrazione, che è andato a Cagliari, ha visitato lo strumento e ha parlato con il personale. E questo comitato non ha avuto dubbi nello scrivere in un rapporto, che si trova anche in rete, ciò che noi come amministrazione abbiamo poi approvato: ovvero che la soluzione migliore è quella dell’unificazione, che non vuole però castrare o diminuire l’importanza della sede sarda”.

“Il panorama dell’astronomia italiana è molto complesso e finora slegato”, spiega alla ‘Dire’ il presidente nazionale dell’Istituto nazionale di Astrofisica Giovanni Bignami, che poi cala un possibile asso per convincere i ricercatori dell’isola. “Su suggerimento di questo comitato abbiamo proposto di riunificarlo sotto un unico direttore che ancora dobbiamo cercare, ma potrebbe per esempio essere benissimo anche il direttore dell’osservatorio di Cagliari, Andrea Possenti“.

 
Le preoccupazioni dei sindacati riguardano soprattutto il destino dei lavoratori precari della struttura, si teme che con l’accorpamento sarebbero loro i primi a rimetterci. “Su questo sono assolutamente sicuro: non cambierà nulla a livello occupazionale– conclude Bignami- anzi direi che per i precari le chance potranno aumentare, perché faremo ancora più attenzione”.

 

di Andrea Piana

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