CUBA. NIENTE CHEROSENE, SCATTA LO STOP AI VOLI PER L’EMBARGO SUL PETROLIO
Gli 11 milioni di abitanti di Cuba stanno sperimentando un nuovo embargo, stavolta indiretto, da parte degli Stati Uniti. Dopo aver bombardato Caracas e sequestrato il presidente Nicolas Maduro, Washington ha obbligato il Venezuela a interrompere le forniture di petrolio a Cuba, arrivando a fermare anche petroliere di altri Paesi diretti a L’Avana. L’assenza di forniture – che coprono il 60% del fabbisogno nazionale – ha innescato una crisi energetica che sta determinando lunghi blackout, penuria di generi alimentari e il ritorno a carbone e legna per cucinare. Scattato anche uno stop ai voli aerei per l’assenza di cherosene.
DONNE. UN WOMEN: SOLO 1% AIUTI SVILUPPO E’ DEDICATO A PREVENIRE VIOLENZA
Nel mondo le escalation di guerre, conflitti e crisi ha un impatto decisamente maggiore su bambine, ragazze e donne: a fronte di un aumento dei casi di violenza domestica e abusi sessuali, corrisponde un degrado dei servizi sanitari, legali e per la pianificazione familiare. Il taglio generalizzato agli aiuti inasprisce drammaticamente questa dinamica. A dare l’allarme è Un Women, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa a 360 gradi della promozione dei diritti femminili. Ne parliamo con Loredana Grimaldi, vicepresidente di Un Women Italia: “Solo il 4% dell’aiuto pubblico allo sviluppo ha come primo obiettivo la parità di genere, ed è ancor più critico il fatto che ammonti all’1% il totale degli aiuti per prevenire la violenza su donne e ragazze”. Grimaldi continua: “La buona notizia è che anche in queste condizioni ci sono ong che operano col nostro supporto e tentano di erogare il minimo indispensabile dove possibile”.
ETIOPIA. ONU: RIDURRE TENSIONI IN TIGRAY PRIMA SIA TROPPO TARDI
L’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha invitato le parti in conflitto nella regione etiope del Tigray ad adottare misure urgenti a favore di “una de-escalation”. “Tutte le parti devono compiere sforzi concertati e sostenuti con l’aiuto della comunità internazionale”, ha sottolineato Turk, “per ridurre le tensioni prima che sia troppo tardi”. Questa settimana l’Etiopia ha chiesto all’Eritrea di ritirare i suoi contingenti militari dal Tigray. Asmara però ha smentito la presenza dei propri soldati, denunciando accuse “palesemente false e inventate”.
UCRAINA. AMNESTY: CIVILI AL GELO E AL BUIO, IN CONDIZIONI BRUTALI
“I problemi sono fuori controllo. In alcuni palazzi il sistema di riscaldamento centralizzato è congelato, in altri il quadro elettrico è andato a fuoco”. E’ la testimonianza di un residente di Kiev, tra i tanti sentiti da Amnesty International in tutta l’Ucraina per denunciare le “brutali condizioni di vita a cui sono costretti i civili” per i bombardamenti russi alle infrastrutture. I raid, denuncia ancora Amnesty, si sono intensificati e così il Paese ha perso oltre la metà della sua capacità produttiva mentre l’80% del territorio è colpito da tagli ai sistemi emergenziali di fornitura elettrica, con temperature che vanno dai -15° ai -20°C.







