Imprese, Guidesi: “Salvini ha parlato a Draghi della crisi della Lombardia”

Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia e già sottosegretario ai rapporti col Parlamento nel Conte I, intervistato dal direttore della 'Dire' Nico Perrone.
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MILANO – Un “cambio di rotta del nuovo governo” verso l’economia della Lombardia, questione “portata da Salvini anche al premier incaricato” Mario Draghi. Così Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia e già sottosegretario ai rapporti col Parlamento nel Conte I, in una videointervista al direttore della ‘Dire’ Nico Perrone.

Le imprese sono “decisamente in crisi” per la pandemia, specie nei settori del “commercio, del terziario e del turismo”. E di converso la Regione sta lavorando su “elementi flessibili su credito, attrattività e investimenti”. Strumenti di credito che “stiamo costruendo con le associazioni di categoria”. Perchè potremo avere una “dotazione maggiore con il gioco di squadra con tutti gli attori in campo”.

“Le attività chiuse sono insostenibili dal punto di vista economico”, prosegue Guidesi. “E la richiesta partita dalla Lombardia è quella per la ristorazione” di adottare “lo stesso protocollo sanitario del pranzo anche per la cena. Serve ad allargare il lavoro”, spiega Guidesi e concetti simili dovrebbero valere anche per il mondo delle “palestre e dello sport” in generale.

Il “rilancio economico” della regione più grande d’Italia “dipenderà anche dalla velocità con cui vaccineremo i cittadini lombardi”, prosegue Guidesi che riserva una stoccata all’esecutivo giallorosso: “Speriamo che il nuovo governo abbia un atteggiamento più istituzionale del precedente. Non è stato nemmeno valutato il piano Bertolaso per la Lombardia (sui vaccini, ndr). Tornando al rilancio economico della Lombardia, Guidesi, molto vicino a Giancarlo Giorgetti, ripropone concetti cari all’ala del Carroccio che tiene i rapporti con la finanza e l’impresa.

“Noi avremo due principi: non ci sarà mai astio verso le partite Iva e non ci sostituiremo mai agli imprenditori. Sosterremo la strada che hanno deciso di intraprendere loro”. Puntando sulla “laboriosità e la qualità del lavoro dei lombardi torneremo ad essere il motore dell’Europa”. Guidesi è infine scettico sul fatto che il nuovo quadro politico nazionale possa favorire una collaborazione con M5s e Pd anche in Regione Lombardia. “Non lo so, sono due situazioni estremamente diverse. Qui c’è una maggioranza coesa e un’opposizione che ha molto strumentalizzato la pandemia e che l’unica cosa che fa è presentare mozioni di sfiducia al nostro presidente. Io personalmente mi auguro di poter collaborare con tutti- conclude Guidesi- devo mettere in campo soluzioni buone, che non sono di destra nè di sinistra, ma sono idee buone”.

GUIDESI (LEGA): CON DRAGHI PER INTERESSE PUBBLICO, NON DI PARTITO

“Una scelta di interesse pubblico e non di interesse di partito”. Così Guido Guidesi, assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia e già sottosegretario ai rapporti col Parlamento nel Conte I, in un’intervista al direttore della ‘Dire’ Nico Perrone, motiva il sostegno della Lega a Mario Draghi. “Salvini- ricorda Guidesi- nominò e richiese la collaborazione di Draghi in un discorso al Senato che fece qualche mese fa”.

Per il dirigente leghista vicino a Giancarlo Giorgetti, chiamato a Palazzo Lombardia a gennaio per il rimpasto della giunta Fontana non è sorprendente neppure che il Carroccio abbia assunto un atteggiamento più europeista. E’ possibile un approdo nel Ppe della Lega? Guidesi non si sbilancia: “Abbiamo tenuto tenuto conto di alcuni cambi di atteggiamento a livello europeo che hanno certificato le critiche che avevamo fatto all’Unione europea rispetto alla gestione della crisi del 2009. Stavolta- sottolinea l’assessore della Giunta Fontana- l’atteggiamento è stato diverso. Sono state messe risorse”, si è abbandonata la politica dell'”austerità”, liberando la “capacità di indebitamento dei paesi. Si è scelto, seguendo la linea di Draghi- sottolinea infine Guidesi- di comprare il debito dei paesi che facevano scelte di scostamento come l’Italia”.

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