Media, don Maffeis (Cei): “Giornalisti non trascurino verifica fonti”

La cultura digitale, esorta don Maffeis, non può far perdere di vista il lavoro di dettaglio e cura dei contenuti
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don Ivan Maffeis

ROMA – La cultura digitale, nella quale “siamo immersi con il nostro lavoro – che cambia e ci cambia – ci impegna a coniugare i tempi rapidi dell’informazione con l’essere accurati, verificare le fonti“. E’ il richiamo che don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, ha rivolto ieri pomeriggio a Bologna all’incontro promosso dall’Ufficio regionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, dedicato a ‘Giornalismo, strumento di comunione e di riconciliazione’. Le analisi su questo tempo dicono che “controlliamo il cellulare in media ogni 6 minuti, siamo sempre raggiungibili, connessi, esposti alla possibilità di essere interrotti in quel che stiamo facendo, e quindi esposti al pericolo di essere allontanati dalla persona con cui stiamo parlando”. Una “modifica significativa delle nostre abitudini” che può portare a “una distrazione personale e collettiva“, ha messo in guardia don Maffeis, invitando a recuperare una “cultura dell’incontro” che “domanda uno stare, un rimanere, un esserci”.

L’invito- principalmente per quanti sono impegnati nella comunicazione- è quindi di “tornare a custodire la parola, il contatto degli sguardi; tornare a porre attenzione all’altro, entrando in empatia con lui, nella consapevolezza di appartenere a una medesima comunità, a una medesima storia”. La tecnologia ha moltiplicato il lavoro per i giornalisti e cambiato i tempi dell’informazione, accelerandoli, ma “quando ti misuri con la velocità dei dispositivi digitali ti accorgi di quanto sia alto il rischio di sbagliare“. Allora, “a fare la differenza- ha sottolineato don Maffeis- è la capacità di offrire contenuti di qualità”, anche attraverso “la cura del dettaglio”. Infine l’invito ad “abitare questo tempo senza aver paura di affrontarlo insieme, cogliendo le opportunità che ci offre senza perdere per strada il valore e il peso di quello che si è costruito”. “L’impegno di offrire in maniera professionale contenuti- ha concluso- sia ingrediente fondamentale che dà autorevolezza, credibilità alle nostre parole”.

( www.agensir.it)

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