Proteste anti-tornelli a Bologna, la Procura pensa all’associazione a delinquere per i collettivi

Intanto i due ragazzi arrestati durante le proteste di ieri sono stati mandati agli arresti domiciliari dal giudice
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BOLOGNA – La Procura di Bologna “ha firmato una richiesta al gip perché emetta misure cautelari nei confronti di alcuni soggetti coinvolti nei disordini degli ultimi mesi in zona universitaria”. Ad annunciarlo, precisando che “è stato aperto un fascicolo in cui sono confluiti 4-5 episodi verificatisi a partire dallo scorso autunno“, vale a dire relativi alle proteste contro il caro-mensa e contro gli accessi ‘filtrati’ alla biblioteca di Discipline umanistiche di via Zamboni 36, è il procuratore capo Giuseppe Amato. La decisione, spiega il procuratore, “non è stata presa per ‘mostrare i muscoli’, ma nasce dal fatto che spesso, se si tengono slegati i vari episodi, i processi si allungano e spesso finiscono con la prescrizione”, mentre unificando una serie di eventi “che vedono coinvolte sempre le stesse persone”, è più facile ottenere una sorta di ‘corsia preferenziale’ in Tribunale.

La scelta della Procura, che nelle indagini sugli ultimi avvenimenti valuta anche “la contestazione del reato di associazione a delinquere, perché riteniamo che ci sia una strategia di fondo dietro agli episodi degli ultimi giorni“, costituisce, secondo Amato, “una risposta a comportamenti inaccettabili” da parte dei collettivi, in primis il Cua, che negli ultimi tempi si sono reso protagonisti di “manifestazioni proditoriamente violente”. Violenza premeditata“, a parere del procuratore capo, che si dice “dispiaciuto per i tanti ragazzi che partecipano in buona fede a queste manifestazioni, diventando strumenti inconsapevoli nelle mani di chi le organizza”. Amato coglie, infine, l’occasione per lodare il comportamento tenuto, in questi giorni, dall’Università e, soprattutto, dalle Forze dell’ordine, definito “corretto e pertinente“, perché, conclude, è “legittimo rispondere duramente alla violenza, ed escludo che in questo caso siano stati tenuti comportamenti illegittimi”.

DOMICILIARI PER I 2 ATTIVISTI ARRESTATI IERI

Finiscono agli arresti domiciliari il ragazzo e la ragazza arrestati ieri a seguito degli scontri tra collettivi e Forze dell’ordine nella zona universitaria di Bologna. Nell’udienza di convalida dell’arresto, il giudice Roberto Giovanni Mazza ha infatti accolto la richiesta avanzata dalla Procura, fissando poi per il 9 marzo la prima udienza del processo ai due arrestati. I due ragazzi, Sara e Orlando, non passeranno dunque “il weekend in carcere”, al contrario di quanto scritto poco fa su Facebook dal Cua (Collettivo universitario autonomo, di cui la ragazza è attivista), ma per loro si conferma comunque la linea dura da parte della magistratura bolognese.

Da parte sua, invece, il collettivo rilancia il corteo in programma alle 17 di oggi, con partenza da piazza Verdi, scrivendo nel suo post su Facebook che “bisogna tornare in strada, anche oggi, lo dobbiamo alla nostra sorella e al nostro fratello detenuti”. Intanto ha toccato quota 6.163 firme la petizione anti-Cua lanciata ieri sulla piattaforma Change.org da alcuni studenti dell’Alma Mater intenzionati a “dissociarsi dalle azioni del collettivo“.

di Andrea Mari, giornalista professionista

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